“Sul sito del Quirinale si legge che, negli undici anni di mandato, Sergio Mattarella ha respinto 3.929 domande di grazia su circa 4.000. Eppure, nel caso di Nicole Minetti, la decisione è stata diversa.
La disgrazia di una grazia sgraziata
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Su Facebook Marco Travaglio scrive:
Cipriani, dal canto suo, ha dichiarato pubblicamente di voler fare chiudere Il Fatto Quotidiano, accusandolo di avergli arrecato un danno. Ma proprio il nostro giornale ha documentato e dimostrato ‘plasticamente’, con argomenti e fatti, perché la grazia a Nicole Minetti non avrebbe dovuto essere concessa.
La cosa più sconcertante, però, è un’altra: il silenzio della grande stampa italiana. Di fronte a una vicenda di tale rilievo, nessuno ha ritenuto di indignarsi.”
Anche la “stampazza” italiana non si è indignata per quest’ennesima italica porcheria, lo siamo invece noi del nostro blog e oltre il 90% dell’opinione pubblica italiana, che più che indignata ci risulta DISGUSTATA dalla rinnovata presenza di questa “tizia” nelle cronache del nostro disgraziatissimo Paese al quale purtroppo la “grazia” di non sentir più parlare di certi personaggi non sarà mai concessa.
Ma in tutto questo mister Mattarella non dice nulla? Magari una precisazione, una semplice spiegazione per aver messo la sua firma sul documento di concessione di una grazia che, utilizzando una parola tanto di moda oggi nella politica italiana, si potrebbe definire INACCETTABILE?
È “lesa maestà” chiedere a Mattarella perché tanto zelo per questa “causa” tanto impopolare e odiata da quasi tutti gli Italiani dopo averne RIFIUTATE ben 3.929 durante il suo mandato? Ma forse un Presidente non è abilitato a rispondere quando viene messo in “causa” perché lo prevede la Costituzione?
Caro Presidente, un giornale italiano, forse uno dei pochi che non è legato al sottobosco degli osceni intrallazzi della politica, è stato preso di mira da un ingranaggio legale statunitense, quindi estraneo alla nostra Nazione e a tutto ciò che sta dietro a questa vicenda tutta italiana (fin dalle sue origini), perché Lei se ne sta in silenzio pur avendo generato la vicenda, magari anche in buona fede?
Gli Italiani apprezzerebbero un suo intervento perché ritengono lacunose le indagini effettuate fino a oggi proprio a seguito della sua richiesta di “approfondimenti“, “superficiale” (ma è un eufemismo) la modalità con la quale è stata “chiusa” la vicenda, e strumentale e speculativo il contrattacco legale che mortifica di fatto la LIBERTÀ DI STAMPA e soprattutto la ricerca della verità che però appare CHIARISSIMA all’opinione pubblica italiana.
