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I cavalli di Troia

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Dopo aver visto il capolavoro cinematografico “Odissea” di Christopher Nolan, e aver notato nella bellissima sceneggiatura numerose citazioni di altri film e videoclip storici (Star Wars, Blade Runner, Thriller di Michael Jackson, ecc.), mi è venuto in mente che perfino lo stesso Cavallo di Troia potrebbe configurarsi come una originalissima chiave di lettura delle infami “furbacchiate” che il sistema di potere mette in atto per “fottersi” intere aziende pubbliche o private e farle transitare nelle fameliche fauci di “amici degli amici“, se non addirittura al controllo totale da parte di altre nazioni che in passato avevano provato più volte a raggiungere l’obiettivo ma senza riuscirci.

A questo punto nasce, nelle perfide menti dei pupari che reggono i fili del potere, l’idea astuta di “costruire” un moderno Cavallo di Troia per far entrare con l’inganno chi deve “operare” all’interno della società da acquisire o trasferire (se non perfino fare fallire per favorire la concorrenza) uno specifico “soldato” con poteri da amministratore delegato cui “delegare” appunto il ruolo di TERMINATOR (altra citazione cinematografica).

E che NESSUNO si stia a domandare chi sia stato a prendere questa decisione e quale sia la sua reale finalità! Ricordate la celebre frase della Divina Commedia (ancora una citazione, ma stavolta letteraria): “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare“. Ebbene, questi “geni occulti” manovrano le loro pedine senza minimamente essere disturbati, NESSUNO deve chiedere il perché, NESSUNO deve ostacolare la “manovra“. Il potere costituito si auto-protegge e così la sconfitta di Troia diventa concreta e poi perfino realizzata (alcuni esempi di fenomeni possibilmente legati ai “cavalli di Troia”: Alitalia, Tim, Galbani, Parmalat, Peroni, Candy, Pirelli, ex-Banco di Sicilia, Ilva, Mps, Olivetti ecc.). Un recentissimo altro esempio è il signor gianni infantino, eletto presidente della FIFA nel 2016. Il “simpatico” personaggio ha impostato tutto il suo “lavoro” in federazione in base al PROFITTO ASSOLUTO, come d’altra parte la “moda” degli ultimi trent’anni impone a tutte le aziende del mondo in tema di conduzione finanziaria. Al bando le antiche finalità umane, sportive, sociali, intrattenitive, tutto DEVE ESSERE FATTO SOLO NELL’OTTICA DEL GUADAGNO E DEL BUSINESS, gettando fumo sugli occhi con l’estrema spettacolarizzazione mediatica degli eventi. Lavorando così all’interno “dell’azienda” ecco giungere, alla fine dei mondiali di quest’anno, la discesa dal “cavallo di FIFA” e l’apertura delle porte ai soliti “PRIVATI” con l’ipotesi di vendita del campionato mondiale di calcio agli “amici degli amici“. Ma fortunatamente infantino non è Ulisse e il mondo del calcio si è rifiutato di accogliere la “folle idea” (almeno per il momento).

Vignetta di Iron Icman

 

L’Odissea delle aziende italiane è un dramma infinito, dove ci sono soldi e consolidate posizioni di mercato, gli “Agamennoni” contemporanei lanciano i loro eserciti e i loro “marpioni” più fidati, e purtroppo per Troia è una guerra già persa in partenza proprio perché il loro NEMICO è già dentro le mura.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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