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Abbiamo rilevato in rete un testo, che riportiamo qui di seguito, dello scrittore e giornalista Lorenzo Tosa:
“A un certo punto, durante l’edizione del Tg5, Elena Guarnieri, volto storico del telegiornale, ha svestito per un attimo i panni dell’annunciatrice che riveste da quasi trent’anni, e ha preso una posizione sorprendentemente netta, lucidissima, su tutti quei siti che mostrano il corpo della donna senza consenso. E soprattutto sui maschi che ci sono dietro. (è il caso di cronaca sul sito web “mia moglie”)
<< A questo punto permetteteci una riflessione, ci viene da chiedere se chi pubblica certe foto oscene, certi commenti a dir poco volgari e sessisti, pensa al fatto che quella roba possa finire nella mani di un figlio, magari di un adolescente, magari come è capitato anche a qualcuna di noi.
Ci viene anche da chiedere, come sia possibile che siano proprio i fidanzati, i mariti, a usare il corpo delle proprie compagne, dandolo letteralmente in pasto a certi siti scabrosi.
Ovviamente, noi donne giornaliste, noi donne dello spettacolo, donne delle istituzioni, abbiamo sempre un modo per difenderci, ma non è così per tutte le donne, che possono anche non reggere alla vergogna di vedersi denudate, di sentirsi abusate verbalmente, ed è a loro che noi dobbiamo pensare.
Nascere maschi è nella natura, è diventare uomini che è molto complicato, molto difficile e questo riguarda davvero tutti, noi genitori, la scuola, le istituzioni, siamo tutti coinvolti
Il problema non sono solo i siti che pubblicano foto e commenti deliranti. Ricordo un “giornalista” (non gli farò pubblicità) scrivere di me una frase immonda e un ‘simpatico’ trapper appellarmi con una frase irripetibile. E anche oggi leggo commenti del tipo: ‘proprio lei, chissà con Berlusconi’. Cervelli piccoli non evolveranno mai. Per fortuna, a fronte di pochi omuncoli, ci sono tanti uomini veri”.
“Nascere maschi è nella natura, è diventare uomini che è molto complicato”.>>
Raramente condivido qualcosa del e dal Tg5 – anzi mai – ma queste sono parole che meritano davvero di essere lette, condivise, scolpite.
E, se sei un maschio, pure rilette. E possibilmente capite.”
Ma non devono essere solo le donne a dire queste cose. Gli uomini, quelli che possono essere considerati tali non semplicemente perché hanno qualcosa che gli pende in mezzo alle gambe, dovrebbero IN MASSA prendere le distanze da questa sotto-cultura “del cazzo” (per una volta permetteteci un volgare eufemismo). Quest’orrendo fenomeno è certamente figlio “maschio” di una tecnologia deviata e mal utilizzata, ma alla base c’è un’insana immaturità inconcepibile dopo secoli di “civiltà” evidentemente non recepita da una sparuta minoranza di umanoidi rimasti ancora al preistorico stato scimmiesco.