Le televisioni nazionali in mano agli incompetenti

Pubblicato il: 11 gennaio 2014 alle 12:15 am

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E’ da tempo cosa arcinota che la classe dirigente italiana sia ampiamente deficitaria, qualsiasi sia il campo preso in considerazione. Politica, economia, industria, scuola, banche, amministrazione pubblica, è tutto un disastro per il fallimentare (e inspiegabilmente superpagato) italico management. Ma non dobbiamo dimenticare, in questo orrido quadro di incapacità, la gestione dei media in genere e delle televisioni in particolare.

Gli esempi emblematici al riguardo sono tantissimi, ne abbiamo già parlato in questo blog il 26 aprile del 2010 con l’articolo ironico “Palinsesti intelligenti per spettatori deficienti”. Ebbene da allora non è cambiato nulla. Le televisioni continuano a “massacrare” sceneggiati e fiction, siano esse di propria produzione, o comprate all’estero e pagate magari “un occhio della testa”.

Ultimo in Italia, dopo diverse decine di programmi interrotti alla seconda puntata o abortiti ancora prima dell’inaugurazione, se non spostati continuamente di orario e di canale di trasmissione, ecco spuntare il caso “Downton Abbey“.

Una serie di altissimo livello giunta alla fine della terza stagione e pluripremiata in tutto il mondo.

Il telefilm è una produzione inglese di grande prestigio e qualità; ottima la fotografia, superlativi gli interpreti, accattivante il soggetto che riveste anche il carattere di importante contributo storico, una vera e propria epopea delle classi sociali nell’Inghilterra di inizio secolo scorso.  Acclamata dal pubblico di mezzo mondo e glorificata dalla critica, che forse per la prima volta ha correttamente giudicato un prodotto televisivo, in Italia invece ha fatto “flop”… come mai, direte voi?

Ebbene, i responsabili di rete se lo chiedono pure!  Lungi da quelle “teste” l’idea che siano proprio loro gli incapaci che hanno fatto fallire il lancio della fiction in Italia.

In America, nonostante la particolare antipatia per la storia inglese, il colossal televisivo ha registrato dieci milioni di spettatori alla prima della quarta stagione, mentre in Italia le avventure di Lord Grantham e famiglia hanno portato davanti agli schermi solo 861.000 persone alla fine della terza.

La spiegazione del fallimento è semplicissima, ma risulta ovviamente incomprensibile per i dirigenti televisivi che, possedendo ridotte capacità intellettive, sono arrivati perfino a dare la colpa di tutto questo agli spettatori italiani, considerati idonei a seguire solo “I Cesaroni”.

La serie ha iniziato a essere trasmessa in Italia dal canale televisivo satellitare “Diva TV” che ha diffuso le prime due stagioni. Già questa “falsa partenza” su una rete satellitare di limitato bacino di utenza è risultata penalizzante, poi, non si sa perché e non si sa per chi, la fiction è passata (sotto totale silenzio) nei palinsesti di Mediaset senza alcuna “copertura” pubblicitaria che potesse creare preventivo interesse nei telespettatori, come si fa normalmente con qualsiasi produzione televisiva in programmazione anche se scadente. E’ dunque spuntata come un fungo direttamente alla terza stagione prima su Canale 5 e poi, per darle il “colpo di grazia” definitivo, è transitata su Retequattro, ultimo vagoncino del trenino Mediaset, cambiando giorno e orario e sempre senza alcuna comunicazione ai poveri telespettatori interessati che hanno dovuto fare salti mortali per seguire la loro serie preferita.

Ma, d’altra parte, i dirigenti televisivi fanno parte di quello stuolo di individui che si fanno segnalare, sponsorizzare e raccomandare dai “soliti noti” del potere occulto per poter ricoprire quegli incarichi che non sono assolutamente idonei a ricoprire. Così, una volta piazzatisi sul “trono” ne restano “intronati”, e non sono capaci di fare le scelte giuste, non riconoscono la effettiva qualità delle produzioni da mandare in onda, e distruggono, come pronipoti di Attila, tutto quello che passa sotto i loro piedi (che poi è il mezzo con il quale ragionano).

Il direttore di Retequattro al riguardo ha dichiarato: “Sapevamo che era un prodotto difficile perché parla alla testa e non alla pancia“, e infatti lui l’ha trattato con i piedi.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

4 commenti su “Le televisioni nazionali in mano agli incompetenti

    Graziella B.

    (13/01/2014 - 09:50)

    Assolutamente d’accordo.

    Francesco M Scorsone

    (13/01/2014 - 09:59)

    Non so cosa rispondere ad una serie di interrogavi che tu poni sulla questione. Ma al di la di quanto tu dici e che sostanzialmente mi trovano d’accordo, ti volevo pregare di farmi conoscere il tuo pensiero a proposito della commemorazione televisiva di Giuseppe Fava. Personalmente l’ho considerato come uno scherzo televisivo, poi non so tu.

    Sergio Figuccia

    (13/01/2014 - 10:16)

    Ciao Marcello, hai scritto genericamente a Striscia la Protesta, ma penso che tu abbia posto la tua domanda a me in quanto autore dell’articolo che hai commentato.
    Ti rispondo quindi volentieri, anche perchè la tua nota si collega sostanzialmente alla cattiva (per non dire stolta) gestione delle tv nazional-popolari, oggetto proprio del mio testo.
    Io non sono sostanzialmente contrario alle commemorazioni televisive, specialmente se riguardano uomini che hanno dato la vita per la lotta alla mafia, tuttavia la falsità dell’informazione è in agguato anche in queste circostanze.
    Forse farò quella che i politicanti chiamano “dietrologia”, ma non viene in mente anche a te che la celebrazione della legalità, sotto l’insegna di personaggi indubbiamente meritevoli, sia piuttosto una speculazione necessaria alla informazione filo-governativa per presentare al meglio, al popolo italiano, una “legalità” che ormai in Italia è diventata pura “illegalità” in divisa da cerimonia? Legalità e illegalità vanno ormai a braccetto in questa seconda orrenda repubblica.
    Oltre ai supposti collegamenti passati fra stato e mafia, la corruzione imperante, la pressione fiscale che si configura sempre più simile al “pizzo”, la difesa a spada tratta della oligarchia che governa rispetto al ceto medio che si tenta di far sparire e le infami porcherie che il potere legislattivo nasconde fra le righe delle sue “riforme”, non ti sembrano il tripudio della illegalità mascherata da stato democratico? Quindi, al di la del sacrosanto ricordo di Giuseppe Fava, mi associo nel giudicare la commemorazione “di stato” come una sorta di “scherso trelevisivo” contro gli italiani, come sostieni tu.

    admin

    (13/01/2014 - 10:21)

    Questo post al 12 gennaio 2014, solo dopo 24 ore di pubblicazione, è stato letto da 4.722 persone sulla nostra pagina di Facebook,

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