A Palermo la protesta vola

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Continuano, senza alcuna soluzione di continuità, le segnalazioni di centinaia di Palermitani sugli incredibili disservizi che si stanno verificando a Palermo ormai da anni.
 
Guardate, per esempio, l’ultima arrivata in ordine di tempo alla nostra redazione che riguarda la rischiosissima situazione che si trascina da tempo nella zona di Via Quadrio, Via Canzio, Piazzale Cosenz e spazio antistante la scuola media Franchetti in via D’Aosta: pesantissimi ed enormi tubi fognari “posteggiati” ai bordi della strada, resi pure invisibili di notte dalla vergognosa “abitudine” di chi gestisce l’illuminazione pubblica di lasciare nel PIU’ TOTALE BUIO interi quartieri cittadini, stazionano indisturbati da più di un mese.
 
 
E la successiva invece è la versione notturna. Riuscite, nel buio, a vedere dove stazionano i tubi?
 
 
IL COMUNE DI PALERMO CONTINUA IMPERTERRITO A FARSI BEFFE DELLE PROTESTE DEI CITTADINI, pagando poi a “peso d’oro” i danni alla cittadinanza (pare che ultimamente il comune di Palermo abbia dovuto risarcire con circa 7 milioni le vittime di incidenti avvenuti negli anni passati) quando dai disservizi e dalle inadempienze pubbliche ci scappa pure il morto.
 
Cos’è?
  • Tentativo di risparmiare denaro fermando e spegnendo tutto ma spendendo poi il quadruplo per ripagare i danni causati alla popolazione?
  • Incapacità di gestire le emergenze mascherata da febbrile attività per cose molto meno urgenti (come le piste ciclabili)?
  • Concentrazione delle risorse pubbliche esclusivamente su eventi nazional-popolari per curare solo l’immagine mediatica della città e dei suoi rappresentanti istituzionali?
  • Demenza senile che potrebbe aver colpito qualche ex-testa pensante della pubblica amministrazione?
 
Non sappiamo quale sia la reale motivazione, ma sta di fatto che l’intera città, sempre più al buio, sempre più assediata da fantomatiche piste ciclabili, sempre più deteriorata nel suo fondo stradale da terzo mondo, sempre più sottoposta alle dispotiche scelte del comune, sempre più coperta da discariche e da rifiuti speciali che non vengono quasi mai raccolti, sta precipitando nel degrado e nell’abbandono dinanzi la più estrema indifferenza istituzionale.

Autore dell'articolo: admin

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