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Storia bugiarda, meglio le canzonette di Bennato

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tricottone

L’inizio della fine per il SUD fu proprio la spedizione dei “mille”.
I libri di storia ci hanno raccontato tutt’altro, ma oggi dobbiamo imparare a conoscere la verità su questo vero e proprio saccheggio della ricchezza del SUD della penisola italiana, anche perché sta inesorabilmente continuando con le banche del nord che hanno fagocitato quelle del sud con l’accondiscendenza e il favore di certi personaggi “istituzionali” di cui non vi facciamo i nomi (ma li conoscete benissimo) per non dare loro una aggiuntiva popolarità che non meritano affatto. Meglio stendere il silenzio su queste figure di politicanti e affaristi immorali e corrotti, anche se purtroppo sarà difficile sbriciolare i miti di garibaldi e della “unità” d’Italia, protetti come sono dalla falsità della storia ufficiale, che ci è stata evidentemente tramandata da oscuri figuri altrettanto bugiardi e mentitori.

Oggi il SUD, già scippato a forza della sua economia, continua a essere torturato dal nord nazionale e da certa comunità europea che favorisce incessantemente l’agricoltura e la pesca di altri paesi (es. nord Africa) danneggiando inesorabilmente la produzione dell’intero Meridione d’Italia (soprattutto in Puglia e nel Salento – vedere anche il caso xylella – in Calabria, Sardegna e Sicilia).

Nord e Sud non sono uguali, non possono essere uguali, né lo potranno mai essere, tanto sono lontani fra loro per geografia, cultura, storia, patrimonio e caratterizzazione sociale; ma proprio per questa diversità hanno l’obbligo di rispettarsi vicendevolmente.

La diversità in natura va rispettata per mantenere il bio-equilibrio, in politica invece viene biecamente sfruttata per fare “business di governo”, o peggio ancora, per far arricchire sempre più le lobbie affaristiche … alla faccia dell’equilibrio!

Bravissimo dunque Edoardo Bennato che, con la sua “C’era un re” ha denunciato pubblicamente la falsità della storia d’Italia.

Lui le chiama “canzonette” … ma forse proprio perché “canzonano” i luoghi comuni e la grande ipocrisia che circonda.

Autore dell'articolo: admin

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