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Le plusvalenze pallonare non esistono

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Il tribunale federale nazionale ha assolto le 11 società di calcio e i relativi 59 dirigenti coinvolti nello “scandalo” delle plusvalenze

Per “l’organo” ( non specifichiamo quale 🙂 ) del circo calcistico italiano tutta la vicenda non merita alcuna attenzione legale, la valutazione di un giocatore di calcio viene considerata “soggettiva” e comunque valida se accettata da entrambe le parti contraenti (acquirente e venditore) in quanto non esistono parametri certi nelle quotazioni di mercato dei vari giocatori.

Quindi “tanto rumore per nulla“, le plusvalenze sono in realtà “pallonate” (ovvero bufale, fake news), in pratica non esistono, o quantomeno sono legali. Sono così salvi i soliti noti (agnelli, de laurentis, nedved ecc.) e le solite note società cui viene perdonato tutto perché posseggono ricchi portafogli da poter spolpare (fra tutte specialmente juventus e napoli).

Sorge spontaneo il plausibile dubbio: sarebbe stata emessa la stessa sentenza se nel gruppo accusato dalla Procura Federale fossero state presenti solo Sampdoria, ProVercelli, Genova, Parma, Pisa, Empoli, Chievo (comunque fallita), Novara e Pescara

Ma resta ovviamente solo un dubbio, un’ipotesi basata sulla presenza nella grande famiglia del calcio italiano”, di figli e figliastri, di società cui non può essere perdonato NULLA, da dover stangare, distruggere e annientare e altre praticamente INTOCCABILI magari solo perché quotate in borsa.

Di recente la stessa ambigua e controversa (eufemismo) organizzazione del calcio italiano ha fatto fallire il Catania a quattro giornate dal termine del campionato di Serie C (proprio per evitare di dover gestire una squadra “fallita” ma qualificata nei playoff) e qualche anno fa lo storico Palermo Calcio di Zamparini (che evidentemente stava sullo stomaco a qualcuno) solo per aver generato un’alchimia finanziaria (comunque utilizzata da tante altre società rimaste impunite) facendo transitare la proprietà societaria dalla Mepal alla Alyssa, entrambe appartenenti al Gruppo Zamparini.

Tra l’altro, con questo precedente, la società calcistica di serie D “Atletico Brigarsermigno” sarà autorizzata a quotare il proprio giocatore “Framberigo Ruspicone” anche 4 miliardi di euro, inserendo tale cifra nel proprio capitale sociale; poi mettendosi d’accordo con l’altra società della stessa serie D, la “Real Pignatello“, passerà il fenomenale giocatore (in realtà una pippa) alla nuova squadra che vedrà implementato il proprio capitale sociale di 4 miliardi di euro. Ma che bello! Una manna dal cielo per le società in crisi economica.

Certo noi di Striscia la Protesta, che in gran parte siamo siciliani, ci riteniamo insultati e oltraggiati da queste decisioni, forse è solo “campanilismo“, come diranno certamente gli addetti ai lavori, ma visto che il coltello (perché di questo si tratta) ce l’hanno loro dalla parte del manico, a noi non resta altro che mandare a quel paese pallone, pallonate e pallonari. Pensate che da quest’anno non abbiamo più seguito i campionati italiani di questo sport, una volta affascinante e coinvolgente ma oggi ridotto a un mero frullato di corruzione, intrallazzi, falsità, arroganza, abusi e business economici. Auguri a coloro che invece intendono persistere a farsi prendere in giro … e come sempre: VINCA IL PEGGIORE.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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