Nel vocabolario Treccani la locuzione “casus belli” viene spiegata così: “Evento o circostanza che provoca, o può offrire il pretesto per provocare, la guerra fra due stati“.
Esempi di “casus belli” nella storia ce ne sono tantissimi, quasi tutti ormai ampiamente spiegati, o sgamati quando si è trattato solo di pretesti, dagli storici che ci hanno raccontato gli eventi che hanno caratterizzato l’umanità nella sua INVOLUZIONE. Sì, perchè l’umanità non si è evoluta nel tempo, piuttosto è regredita drasticamente soprattutto dall’inizio del terzo millennio, riportando i nostri orologi indietro di migliaia di anni, quasi fosse la fine de “l’ora legale” e il ritorno a quella “illegale” del peggiore Medioevo che i nostri libri di storia ci avevano finora raccontato.
D’impulso vengono subito in mente al riguardo due eventi uniti in uno strano parallelo: l’11 settembre 2001 e il 7 ottobre 2023. Il primo evento fu il casus belli della guerra in Afghanistan, il secondo quello del massacro in Palestina da parte dell’esercito israeliano (meglio dire sionista).
In entrambi i casi si verificarono “MISTERIOSE FALLE” nei sistemi di sicurezza statunitensi prima e israeliani dopo. E le guerre ebbero così il loro ideale “pomo della discordia“.
Ma siamo proprio sicuri che si sia trattato proprio di “falle” da incompetenti? O piuttosto si è studiato a tavolino qualcosa di molto più grave occultando al resto del mondo i leopardiani “intermibabili silenzi” di CIA e Mossad che permisero di attuare senza problemi gli attentati che poi generarono automaticamente il “casus belli”?
Certo appare molto strano che i due servizi segreti più spietati, organizzati, infiltrati e informati al mondo, nelle due occasioni si siano fatti prendere per i fondelli da un piccolo branco di pazzi furiosi poco armati e strutturati a livello organizzativo.
E ancora più strane appaiono le “successive” performance delle due intelligence che riuscirono a intercettare e uccidere Osama bin Laden in Afghanistan e i maggiori capi di hamas nei sotterranei palestinesi e libanesi. Dove stava la loro grande preparazione spionista e informatica nei momenti in cui venivano pianificati e realizzati gli attentati?
Sia chiaro, questo non è “COMPLOTTISMO“, come accusano gli “interessati” alla difesa di Cia e Mossad (cioè i governi di USA e Israele) nel ridicolo tentativo di screditare chi li accusa di complicità, piuttosto un enorme, stratosferico e sacrosanto DUBBIO AMLETICO che si è fatto largo nelle teste (nei casi in cui siano “pensanti”) di gran parte degli abitanti di questo disgraziatissimo pianeta corrotto, disumano e scellerato.
