La piaga urbana dei volantini sembra intensificare i suoi nefandi effetti senza alcun argine istituzionale e ancora col pieno convincimento, da parte di chi ne chiede la distribuzione, di un’utilità promozionale che in realtà è totalmente infondata. Il 95% di questo materiale cartaceo in realtà finisce invece per strada, fra i rifiuti o, quando va bene, nei ripostigli per usi domestici, perché i reali fruitori dei volantini si possono contare sulle dita di una mano.
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Proprio nel 2017 i nostri appelli, segnalati da diversi cittadini al nostro blog e inviati peraltro al Comune di Palermo, all’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, al Comando della Polizia Municipale e ad alcuni dei titolari degli esercizi commerciali cittadini, sortirono un intervento, piuttosto flebile, da parte dell’Assessorato competente che chiese “delicatamente” ai centri commerciali, tramite i media e la stampa locale, di limitare il più possibile la diffusione dei volantini.
Negli anni questo fenomeno invece si è espanso sempre di più e le conseguenze sono diventate insopportabili, almeno nella città di Palermo. Il problema è legato però all’inciviltà e alla “infantile furbizia” di certi operatori che, pagati a singolo volantino consegnato e in seguito alla sopravvenuta assenza di cassonetti per l’avvento della raccolta differenziata (i cassonetti erano infatti lo “sfogo” ideale per questi “signori”), stipano dentro le cassette della posta, ma anche in qualunque posto nelle vicinanza degli ingressi delle case, centinaia di volantini, beffandosi tra l’altro dei cittadini che, A CHIARE LETTERE, indicano sulle cassette della posta di non volere pubblicità cartacea. La dicitura “NO PUBBLICITÀ” viene infatti in moltissimi casi volgarmente disattesa.
Non si conoscono le ditte che si occupano di questo tipo di distribuzione, ma i responsabili dovrebbero avere l’obbligo di esigere dai loro collaboratori comportamenti più consoni e civili; liberarsi di interi blocchi di dépliant in questo modo dovrebbe essere assolutamente proibito dal contratto di lavoro, sia perché costituisce una sorta di truffa nei confronti dello stesso datore di lavoro, sia perché costringe i cittadini a riempire i propri sacchetti della differenziata di carta da destinare al riciclaggio senza mai essere stata utilizzata, sia perché questi pezzi di carta, lasciati sempre in equilibrio precario nelle cassettine della posta lasciate SEMPRE REGOLARMENTE APERTE, finiscono alla prima folata di vento per ricoprire le strade, visto che NESSUNO provvederà mai a raccoglierli.
Per la seconda volta manderemo quest’articolo alle autorità cittadine nella speranza che la segnalazione possa servire a sensibilizzare in merito chi di competenza.
