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I media al servizio del mainstream continuano pervicacemente a diffondere TERRORISMO PSICOLOGICO per generare paura e confusione nella gente che si affida ciecamente alle fake del potere.
Il famoso detto “tanto tuonò che piovve” non è mai stato tanto attuale: a forza di segnalare notizie di sconfinamenti territoriali, presenza di droni armati, pseudo-attentati, strutture colpite da altri attribuendo il tutto alla Russia, si rischia di allarmare proprio la Russia e “costringerla” a guardare l’Europa come il prossimo nemico da combattere. La cosa più assurda è che in moltissime occasioni Putin & c. hanno dichiarato pubblicamente di non avere NESSUNA INTENZIONE di combattere l’Ue o la N.A.T.O. se non a seguito di loro eventuali attacchi.
Le provocazioni sono alla base di qualsiasi conflitto, poi magari l’iniziativa la prende proprio chi è “stato” provocato, ma la responsabilità principale è da attribuire a chi inaugura per primo la “pestata di piedi” (una metafora, ma purtroppo in questi casi parliamo di guerre). Un classico esempio di questo postulato è stata la guerra in Ucraina, organizzata sottobanco (come peraltro in quasi tutto il mondo) dagli stati uniti d’america proprio “pilotando”, già dal 2014, le provocazioni alla Russia tramite il regime di Kiev soprattutto nel Donbass.
Ma i primi passi che una nazione compie per tenersi pronta a possibili attacchi nemici è il controllo silenzioso e invisibile delle azioni dei suoi avversari, quindi la presenza di droni spia russi in Europa (e non di strumenti di guerra come vorrebbero far capire i media e i bellicosi membri di Bruxelles) potrebbe benissimo essere causata dagli aggressivi atteggiamenti europei amplificati da certi infami e corrotti media che allarmano volutamente sia le popolazioni, sia gli stati accusati di voler violare le sovranità europee (in questo caso la sola Russia).
Quindi il terrorismo mediatico alla fine potrebbe fare da “apripista” a smodate reazioni di chi è stato provocato (proprio com’è avvenuto in Ucraina dove la Russia, pur avendo buone motivazioni per ritenersi provocata, ha reagito in malo modo oltrepassando i confini territoriali di Kiev); inoltre queste forme di intimidazioni televisive, generando paura nella gente che segue i tg, finisce col creare consenso ipnotico fra i più deboli che magari accettano così il famoso e costosissimo “RIARMO” preferendolo alla vecchia e “sorpassata” diplomazia del secolo scorso.
Nel video che segue, Matteo Gracis denuncia la gravità del terrorismo mediatico, pilotato dal sistema di potere, che opera senza scrupolo alcuno sulle menti dei telespettatori. Ma anche QUESTA È VIOLENZA e andrebbe punita come reato penale e non utilizzata speculativamente da coloro che vogliono raggiungere certi infami obiettivi col consenso, magari passivo, da una popolazione presa dal panico.
