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Il perfido genio dell’informatica

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Il Presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo discorso annuale, dopo aver fatto il punto post-pandemia sulla riforma fiscale, sullo stato dei mercati globali, sul risparmio in Italia e sulla crescita del debito pubblico che, dopo essere stata presentata negli anni passati come il peggiore male per l’economia di una nazione, oggi si è rivelata l’unica soluzione valida a fronteggiare le difficoltà economiche e sociali generate dalla pandemia, sottolineando che così è cresciuta la “fiducia nelle capacità di reazione dell’economia italiana” (chi l’avrebbe mai detto negli anni precedenti all’avvento del covid19?).

Ma Savona ha parlato anche di un argomento che in passato, per lo meno a questi livelli di macroeconomia, nessuno aveva voluto toccare, forse per “non disturbare” il potere che le “tecniche digitali” hanno acquisito nel mondo.

Il Presidente, con un’ironia che non gli conoscevamo, ha proposto su quest’argomento una metafora praticamente “geniale“; ha detto in particolare: L’informatica finanziaria è una lampada prodigiosa dalla quale è uscito il Genio, ma questo Genio – ha sottolineato Savona – sta diventando pericoloso e non ne vuole sapere di rientrare nella lampada. La diffusione delle criptovalute è un rischio enorme per l’economia globale e la stabilità finanziaria generando i presupposti per una crisi simile a quella dei “derivati” avvenuta nel 2006.

Si deve prendere atto – ha detto ancora Savona – che ci troviamo di fronte a mutamenti rivoluzionari dei mercati monetari e finanziari che vanno affrontati con urgenza; non bastano più gli avvertimenti rivolti agli investitori sui rischi che corrono operando in cryptocurrency, si deve passare alle scelte. E’ tempo che strutture di consultazione formale tra organi di Governo e autorità indipendenti imprimano un indirizzo unitario alle scelte in materia, anche in vista della posizione da assumere di fronte alle iniziative europee e internazionali in corso”.

In poche parole: non tutto quello che nasce dall’informatica è “cosa buona e giusta”, specialmente nel delicatissimo settore finanziario occorre stabilire regole ben precise e un controllo continuo a tutela dei risparmiatori, soprattutto contro speculazioni e truffe che possono arrivare, proprio a causa della eccessiva libertà del digitale, da qualsiasi parte del mondo.

 

Autore dell'articolo: admin

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