Tag: , , , , , , , , ,

Genocidio o carneficina per me pari sono

Visite: 224
Avevamo plaudito al passo indietro della signora Segre sulla “politica” di israele… ma ecco che lei torna a polemizzare sulla parola “genocidio” accusando mezzo mondo di strumentalizzare il sostantivo per diffondere “l’antisemitismo“.
A noi sembra esattamente il contrario: è la parola “antisemitismo” che rischia di strumentalizzare le reazioni delle masse popolari agli immani orrori del sionismo.
 
Ma evidentemente la Segre è tornata in salumeria per comprare altro prosciutto da mettersi sugli occhi per non “vedere” quello che sta continuando a fare GIORNALMENTE l’esercito israeliano pilotato da un inqualificabile governo sionista.
 
D’altra parte abbiamo più volte segnalato, insieme a migliaia di intellettuali, giornalisti, politici di mezzo mondo che la parola GENOCIDIO ha un significato ben preciso. Sul dizionario Treccani, per esempio, si legge:
Genocidio: Sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, una razza o una comunità religiosa.” Non riusciamo a capire come la signora Segre si ostini a rifiutare che quest’orrore di parola possa essere imputato a ciò che sta facendo GIORNALMENTE lo stato ebraico-sionista. E dire che Lei sa benissimo cosa significhi perseguitare un’intera popolazione a colpi di bombe, privazione dell’acqua, fame, istigazione al suicidio, uccisione di bambini per eliminare la matrice di una razza considerata inspiegabilmente “nemica”. Ma Lei ugualmente non vuole sentire parlare di “genocidio”. Preferisce argomentare ancora sull’uso di una parola piuttosto che ammettere che in Palestina si sta compiendo una CARNEFICINA … speriamo che magari quest’altro termine le vada bene.
 
In più vogliamo ricordare (sempre fonte Treccani) che “il 9 dicembre 1948 (proprio l’anno in cui è stato “partorito” lo stato ebraico) l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato una convenzione che stabilisce la punizione del genocidio commesso sia in tempo di guerra sia nei periodi di pace e qualifica come GENOCIDIO: l’uccisione di membri di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso; le lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo; la sottomissione del gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la distruzione fisica, totale o parziale; le misure tese a impedire nuove nascite in seno al gruppo, quali l’aborto obbligatorio, la sterilizzazione, gli impedimenti al matrimonio ecc.; il trasferimento forzato di minori da un gruppo all’altro. Tale definizione è stata accolta nell’art. 6 dello Statuto della Corte penale internazionale firmato a Roma il 17 luglio 1998.”
Dunque con quale “coraggio” ci si ostina (perché purtroppo non è solo la signora Segre a sostenerlo) che parlare di GENOCIDIO in Palestina sia “antisemitismo”?

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

Lascia un commento