Visite: 333
L’alleanza “fraterna” fra Usa e Israele è cementata dagli enormi interessi in gioco: i voti elettorali di diversi milioni di ebrei negli states, gli scambi commerciali, le forniture di armamenti e di tecnologie connesse, il controllo sull’intero Medio Oriente, le collaborazioni strettissime in materia aerospaziale e d’intelligence internazionale ecc. ecc. ecc.
È un legame storico che risale a prima della seconda guerra mondiale, peraltro incrementato dall’umana pietà maturata nell’opinione pubblica in seguito all’Olocausto.
Ma fin qui tutto “ok“, potremmo dire americanamente; la gravità morale di questa stretta collaborazione viene fuori però nel momento in cui questo indissolubile legame favorisce l’ascesa e il libero arbitrio di orrendi fenomeni sociali come nel caso del “sionismo deviato“, che purtroppo attualmente è al governo nello Stato di Israele.
Se un’alleanza economico-social-politica di questo tipo resta entro i confini etici della civiltà, dei diritti umanitari e della VERA democrazia (non di quella sbandierata ufficialmente ma che maschera la peggiore forma di dittatura), è più che plausibile che esista e che continui a esistere; ma quando finisce per sostenere una spietata follia razzista, nazista, discriminatoria, spietata ed espansionistica a qualsiasi costo, allora sarebbe opportuno “lavorare” sulla revisione degli accordi, taciti o sottoscritti, stipulati nel passato. Se ciò non avviene si rischia di dover accettare passivamente qualsiasi infamità politica venga compiuta da uno dei due stati, generando agli occhi del mondo una scriteriata accondiscendenza che trascina le popolazioni interessate a dar vita a dissenso, sdegno e contrasti sociali.
Gli Stati Uniti d’America dovrebbero prendere le distanze dal GENOCIDIO (perché di questo si tratta, stupido e inutile continuare a fare analisi semantiche su questa parola) che i sionisti al governo israeliano stanno compiendo impunemente in Palestina & dintorni. Ne va della “faccia” stessa di Trump e dei suoi elettori; il Presidente dovrebbe concentrarsi anche sui suoi rapporti con Israele e non solo su quelli dell’Ucraina e della Russia, il suo stesso elettorato e i suoi stessi collaboratori stanno lentamente girando la testa verso la situazione in Medio Oriente, magari solo per un fatto di coscienza e non certo per tessere le lodi alla “macelleria” sionista.
Il mondo intero si stia indignando per l’inferno in corso in Palestina (tanto per non richiamare la parola GENOCIDIO), ma i principali governi dell’occidente “allineati” dietro il silenzio acquiscente degli stati uniti, anche loro non fanno ASSOLUTAMENTE NULLA per tentare di mettere un freno alla carneficina, se non ammucchiando inutili e sconclusionate dichiarazioni ai media nel disperato tentativo, ma qua si sbagliano di grosso, di mantenere in qualche modo il consenso popolare sul loro operato.
Ma la gente TUTTA non ne può più dell’immensa ipocrisia sparsa a piene mani da politicanti che fingono di opporsi al genocidio giudicandolo INACCETTABILE (termine eufemistico certamente poco adatto alla gravità del fenomeno); le popolazioni del mondo intero chiedono interventi politici, non dichiarazioni mediatiche. Il sionismo deviato va combattuto come il razzismo, il nazismo, l’antisemitismo, la massoneria deviata, le mafie e il terrorismo, da qualsiasi parte esso provenga.
