Tag: , , , , , , , ,

Chi odia chi, chi odia cosa

Visite: 212
Il tema dell’odio, emozione basica con una forte componente legata all’istinto aggressivo, sembra dominare in questi giorni il dibattito pubblico in Italia. E non sarebbe neanche tanto male – visto che l’involuzione culturale alla quale stiamo andando incontro porta con se’ anche un degrado dei sentimenti e della capacità di gestirli – se non fosse per la ragione che ha fatto assurgere la questione alla ribalta del confronto politico, che è quanto meno curiosa.
Come e’ noto la settimana scorsa viene ucciso a bruciapelo un attivista e influencer americano di destra; omicidio orribile che non può che essere condannato; nessun distinguo e’ neanche lontanamente immaginabile quando viene spenta una vita umana, che sia di destra, di sinistra, del nord, del sud, bianca, nera, buona o cattiva. Ovvio e naturale.
Per questo trovo terribile e grottesco che un presidente del consiglio entri in gioco su una questione umana così precisamente definita per addebitare alla sinistra italiana presunte responsabilità morali sulla uccisione di questo giovane (per altro sconosciuto al 99,99 % degli italiani) sulla base del rilievo che l’assassino fosse di sinistra. Credo che qualsiasi mente libera non possa non cogliere la faziosità e la stupidità di un discorso di tal fatta. A partire dalla considerazione che il killer, dipinto come un chiaro esponente della sinistra violenta, si è rivelato essere un fuori di testa, appartenente a una famiglia di stretta osservanza trumpiana e MAGA e frequentatore immersivo di siti di videogame dove termini come “bella ciao” e “antifascista” assumono significati meno politici e più ludici e genericamente gergali e sottoculturali.
Ma la questione non è neanche questa, perché la contraddizione inaccettabile è che un capo di governo entri a gamba tesa e in modo totalmente inopportuno su una questione molto lontana dalla realta’ italiana, ribaltandola strumentalmente per colpire la parte politica all’opposizione e lucrare un indegno vantaggio politico. Tutto ciò è semplicemente gravissimo oltre che insopportabile e raggiunge l’acme del disgusto quando il signor Vannacci mette il carico in questo raffinato dibattito aggiungendo in modo becero e ridicolo che la violenza è solo di sinistra.
A me piacerebbe vivere in un mondo dove il tema dell’odio – oggi rilevante e consistente – fosse affrontato da professionisti competenti, magari psicologici e sociologici, e non da politici bugiardi, incolti, mistificatori e settari, dove questi politici non facciano partire campagne di odio contro i presunti odiatori e non spingano sempre di più alla diffusione delle armi che servono agli odiatori per uccidere a sangue freddo gli odiati, dove il presidente del consiglio si sforzi di essere al di sopra delle parti in modo dignitoso e onorevole per la nazione che rappresenta, dove questo presidente non finga di appassionarsi al tema dell’odio quando da una vita usa toni e maniere violenti ed esagitati, urlando a destra e a manca i suoi slogan sciocchi e banali che abbassano sempre più il livello di discriminazione e comprensione dei suoi seguaci, dove questo presidente, nel suo furore verbale non usi un insopportabile accento romanesco, mortificando la lingua di Trilussa, ma anche di Alberto Sordi e Aldo Fabrizi…

Autore dell'articolo: Daniele La Barbera

Lascia un commento