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Il “ladrovelox”

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A Cadoneghe, vicino a Padova, un autovelox, a un certo punto sabotato per disperazione dal “fleximan” di turno, ha sanzionato ben 24.000 automobilisti, molti dei quali hanno vinto i ricorsi perché l’infernale aggeggio non era neanche omologato.
Nella trasmissione “Report” l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Padova, Diego Bonavina, ha dichiarato che preferisce essere sottoposto al giudizio del Magistrato per i ricorsi inoltrati dagli automobilisti piuttosto che non fare nulla per “salvare qualche vita umana”. Probabilmente è anche in buona fede e, se il suo “impegno” salvifico è realmente sincero, questa sua dichiarazione gli fa di certo onore. Ma il confine fra pretesto e profitto al giorno d’oggi appare sempre molto sottile.
Dire infatti che l’autovelox “persecutorio” salva la vita delle persone appare più che altro una banale invenzione, troppo spesso utilizzata, creata ad hoc dalle istituzioni per poter fare cassa nel modo più sempolice possibile.
 
Quando parte il controllo della velocità (troppo spesso artatamente fiscale e volutamente cavillloso) la “trasgressione” è già avvenuta e l’autovelox NON HA SALVATO NESSUNO, se non la “rapina” al portafoglio del trasgressore che viaggiava a 56 km/h invece dei 50 previsti dai cartelli (vedi che velocità folle, certamente da sanzionare per la NOSTRA SICUREZZA)
 
Per quanto necessario possa essere il controllo stradale, vista la dabbenaggine e l’incoscienza di certi automobilisti, è PRETESTUOSO imporre vincoli di velocità tanto bassi, specialmente su strade a scarso traffico veicolare (il limite di 30 km/h per il “codice della strada”, per esempio, può essere previsto SOLO IN PRESENZA DI CANTIERI e non dovunque).
 
Sarebbe più opportuno, e certamente meno SPECULATIVO, introdurre una tolleranza del 10% anziché del 5% (con limite di 5 km/h). Attualmente prendono costantemente multe ASSURDE coloro che viaggiano a 60 km/h invece dei previsti 50, mentre le auto di lusso, sfrecciando a oltre 200 km/h, sono raramente intercettate dalle diaboliche macchinette.
 
Certo per incassare di più è più facile multare migliaia di “trasgressori” a 60/70 km/h che non pochi riccazzi che sfrecciano in Ferrari a 250 km/h e ai quali puoi solo ritirare la patente sempre che riesci a fotografarli in corsa nelle loro performance.

Autore dell'articolo: admin

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