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La guerra mondiale è un’altra cosa

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In queste drammatiche ore non sono pochi a parlare di terza guerra mondiale. Nei social e nei blog di informazione, per non parlare della stampa nazionale e internazionale, in un turbinio di facile retorica compare spesso il concetto di “terza guerra mondiale”, ma è giusto applicarlo agli eventi che stiamo vivendo in questi giorni successivi al 13 novembre?
È una citazione che serve , probabilmente, solo a soddisfare la solita smania di protagonismo e di popolarità che i social network hanno divulgato in gran parte della popolazione della rete negli ultimi anni.
In realtà gli squilibri sociali ed economici che possono comportare l’attribuzione di globalità alla infinita serie di “scontri” che stanno avvenendo in tutto il mondo risalgono ad alcuni anni fa.
Come correttamente ha detto Papa Francesco la “terza guerra mondiale” si sta già combattendo da tempo, ed è una guerra a “pezzetti“:

– in Europa da parte di gruppi di potere sommerso che colpiscono le Nazioni più esposte e deboli per soddisfare un infame profitto economico;

– fra interi continenti per il predominio commerciale mondiale mediante accordi segretissimi di tipo massonico (TPP, TTIP, TISA) che tendono a spostare il baricentro dei mercati dalla Cina verso gli USA;

– in Africa per il controllo dei Paesi più instabili dal punto di vista politico, da parte di drappelli di esaltati al soldo di “piccoli” possibili dittatori affamati di potere che sfruttano, a loro uso e consumo, le rivalità storiche fra etnie e religioni diverse;

– e infine il tentativo espansionistico del fantomatico, e inesistente, stato islamico nella zona siriana, dove l’isis (che potrebbe definirsi “lo stato che non c’è) sta approfittando della guerra civile interna del governo di Assad per estendere il proprio controllo territoriale, dopo averci provato in Iraq e in Libia.

Insomma è riduttivo, ma anche tardivo, parlare di terza guerra mondiale solo per le azioni e reazioni fra un gruppo di combattenti, che si spacciano per uno “stato” immaginario, e una coalizione internazionale che sta intervenendo in quasi totale accordo per far smettere questa assurda, e purtroppo contagiosa follia.

Forse si può parlare di una delle tante componenti di una guerra globale già iniziata da oltre un decennio, ma certamente non della principale attività di contrapposizione di livello planetario, improntata piuttosto su basi ben diverse rispetto a quelle che hanno generato questa mostruosità; la vera “guerra” mondiale oggi si combatte in nome dell’economia e del profitto.

Autore dell'articolo: admin

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