I figli della TAC

Pubblicato il: 10 aprile 2018 alle 11:30 am

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Ci ha scritto il Dott. Guido Emanuele Galasso per denunciare l’estrema leggerezza con la quale, almeno in passato, sono state effettuate applicazioni di raggi-X diagnostici su testicoli e ovaie di pazienti che in seguito hanno procreato affrontando i rischi di possibili malformazioni o alterazioni cromosomiche dei feti. 

Il Dott. Galasso, in particolare, ha segnalato: <<è disumano usare la radiazione ionizzante sul tessuto germinale origine della discendenza perché anche la convenzione di Oviedo all’articolo 13 decreta che non è ammesso di modificare il genoma della discendenza. Il ritardo mentale subtelomerico è una delle tante malattie genetiche delle quali dobbiamo ringraziare certi medici che per un secolo circa hanno sparato ingenuamente raggi-X su testicoli e ovaie di persone che poi si sono riprodotte, l’ingenuità non è considerata un delitto, ma il codice penale prevede come “lesione personale gravissima” quella dolosa o colposa.

La radiodiagnostica ionizzante infligge delezioni subtelomeriche nel genoma di ovociti pre-zigoti in fase radio-vulnerabile detta “dictiotene“: quindi sono molto alte le probabilità di nascite di bimbi ADHD, autistici, o con ritardi mentali, tutto ciò dovuto alle mutazioni genetiche permanenti subite dalle radiazioni. Se non fossero permanenti i raggi-X non aumenterebbero il rischio di cancro.>>

In pratica il Dott.Galasso sostiene con forza, anche in base ai suoi studi scientifici al riguardo, che sottoporre con troppa disinvoltura giovani uomini o giovani donne a TAC o Raggi X nelle zone genitali potrebbe causare nel futuro la nascita di bambini con sindromi più o meno gravi. La denuncia di Galasso è anche arrivata sul tavolo del Presidente della Repubblica che ha provveduto a informare di conseguenza il Ministero della Salute.

Noi abbiamo parlato con un nostro consulente medico, considerate le scarse conoscenze che abbiamo sull’argomento, e ci è stato risposto:

<<Le sindromi da delezione cromosomica derivano da perdita di parti di cromosomi. Nella letteratura scientifica sono certe le conseguenze delle delezioni cromosomiche che possono causare gravi malformazioni congenite e significativa disabilità intellettuale e fisica. Vengono indicate con precisione le numerose sindromi ad esse collegate (Down, Turner, Klinefelter, Asperger ecc.). E’ pure accuratamente specificata in ciascuna sindrome quale numero di cromosoma e quale ramo risultano alterati. Per esempio: La sindrome da microdelezione 16p11.2 prossimale è un’anomalia cromosomica caratterizzata da ritardo dello sviluppo e del linguaggio, deficit cognitivo lieve, disabilità sociale (disturbi dello spettro autistico), lievi dismorfismi variabili e predisposizione all’obesità, dove 16 è il numero del cromosoma e p indica il braccio corto del cromosoma, non entriamo però nei meriti delle altre indicazioni che riguardano la banda e le coordinate cromosomiche, tutta roba solo per gli addetti ai lavori. Tuttavia non risulta ancora scientificamente dimostrato, nonostante i forti dubbi in proposito, il collegamento tra la quantità minima di radiazioni e la suscettibilità biologica a causare le mutazioni.>>

Dobbiamo quindi arrivare alla conclusione che, nonostante le osservazioni del dott.Galasso siano sacrosante e giudicate già ampiamente fondate dalla stessa letteratura medico-scientifica, non esistono ancora prove sufficienti per impedire in modo coatto l’utilizzo di queste procedure nelle zone a rischio in pazienti che potrebbero in futuro generare una prole con sindromi o patologie cromosomiche.

D’altra parte, se l’utilizzo dello strumento diagnostico radiante viene giudicato dal medico indispensabile sul momento (e questo può dipendere solo dal buon senso del medico stesso) in atto non sembra possibile bloccarne legalmente l’utilizzo in presenza solo di dubbi e della stessa incertezza anche di eventuali concepimenti futuri. In presenza invece di uno stato effettivo di gravidanza di una donna o di un uomo che intenda progettarla a breve termine, tali procedure dovrebbero essere espressamente vietate, ma forse è già così.

Pertanto la malafede di certi dottori che in passato potrebbero aver abusato di Rx e TAC può solo essere ipotizzata, e finché non ci sono prove di specifiche colpevolezze non è corretto scagliare critiche che potrebbero tornare indietro sotto forma di “calunnie”.

Possiamo, e dobbiamo, semmai diffondere il dubbio sul corretto uso di questa tecnologia medica, soprattutto alla luce di quanto è emerso dalla ricerca scientifica di questi ultimi anni, al fine di evitare che possano verificarsi casi di disturbi o danni neurologici sulla futura prole di persone sottoposte a trattamenti radiologici tanto potenzialmente pericolosi.

Autore dell'articolo: admin

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