Gli aggiornamenti che fanno invecchiare

Pubblicato il: 24 ottobre 2018 alle 5:25 pm

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In materia di obsolescenza programma sbraitiamo fin dal 2010 e, ad ogni giorno che passa, gli eventi dimostrano sempre più che avevamo capito tutto già nove anni fa.

In materia abbiamo scritto decine di articoli e di post su Facebook (e non esageriamo di certo nell’indicare questi  numeri); uno degli ultimi della serie ve lo riportiamo qui di seguito, è datato 3 maggio 2017.

Ma cosa arriva nei nostri pc con gli aggiornamenti?

Eppure, allora, un utente del social ci prese per ignoranti e incompetenti, scoprimmo in seguito che si difendeva quello che “credeva” essere il suo orticello rivestendo, a suo tempo, un ruolo all’interno di una delle società accusate della “truffa” (non sapremmo come chiamarla diversamente). Per una sorta di sindrome di Stoccolma i dipendenti di una qualunque azienda tendono a dimostrare all’esterno che tutto ciò che fanno i dirigenti sia sempre giusto, corretto e intelligente, anche se viene a galla il dubbio che si tratti di grossi imbrogli a fini di merchandising.

E’ notizia di oggi (vedere il TG di Rai2 delle ore 13,00 e quello di Rai1 delle 13,30) che segnala Apple e Samsung quali condannate dall’Antitrust italiano a pagare la bella somma di 15 milioni di multa, per le loro pratiche di obsolescenza programmata violando gli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi”, proprio come riportato nell’articolo che potrete visionare cliccando qui.

Allora le nostre considerazioni in fatto di informatica imbrogliona non erano del tutto infondate!

Certo che è strano che i sistemi operativi di questi dannati aggeggi che hanno stravolto il mondo, soprattutto in senso negativo, debbano essere continuamente aggiornati e con cadenze sempre più vicine fra loro. Ovviamente le case produttrici mettono davanti a tutto l’alibi della sicurezza, c’è infatti chi continua a sostenere che si cambia spesso per non aprire maglie nella sicurezza informatica favorendo le intrusioni degli hacker, ma ormai l trucchetto è stato apertamente denunciato pure dalle stesse autorità di controllo, e non solo da noi.

In pratica, infatti, gli spietati aggiornamenti (sotto forma di software o firmware) lanciati periodicamente dalle case produttrici per “poter utilizzare al meglio il proprio apparecchio”, almeno come dicono loro, finiscono col farlo impallare perché sono sempre più “pesanti” e complessi per gli hardware considerati ormai obsoleti, che però, con i vecchi sistemi operativi, potrebbero invece funzionare ancora benissimo. A quel punto comprare un cellulare nuovo “sembra” l’unica via di salvezza, proprio quello che vogliono con forza i venditori seriali.

La cosa grave, che ancora non è però venuta sufficientemente a galla, è che esiste con molta probabilità anche una sorta di “cartello”, di accordo, fra moltissime aziende e i due principali produttori (Apple e Samsung appunto – sistemi IOS e Android ) che promuove proprio questa “evoluzione” farlocca dei sistemi informativi, non si potrebbe infatti spiegare altrimenti come tante ditte presenti sul mercato favoriscano l’estensione dei nuovi sistemi generando applicazioni (app) funzionanti solo con i sistemi più recenti, per esempio IOS10 nel caso della Apple.

Insomma l’era digitale ci ha resi schiavi non solo degli smartphone, ma anche del lavaggio del cervello (quel poco almeno che ci è rimasto) operato incessantemente da coloro che ce li vogliono vendere … a tutti i costi.

Autore dell'articolo: admin

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