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Bufale al pascolo e farmaci a gogò

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E’ da qualche anno che bufale, fake, e notizie farlocche invadono la rete. Una moda, l’ennesima, che si è sviluppata a causa di falsi blog in cerca di successo, utenti della rete a caccia di visibilità e inutili like di follower creduloni.
 
In un momento del genere però le “minchiate volanti“, noi da oggi le chiameremo così, tanto per non ripetere sempre gli stessi luoghi comuni, servono al sistema di controllo che governa il pianeta a nascondere alla gente comune certe pericolose verità che vengono così seppellite sotto una coltre di favolistiche stupidità assolutamente offensive per l’intelligenza delle masse popolari.
 
Chi spara sciocchezze per avere visibilità su internet o sulle chat, senza avere né competenze né capacità deduttive di alcun tipo, finisce col fare il gioco proprio del potere occulto che ci domina e che ovviamente ha necessità di non far venire a galla le proprie infami magagne.
 
E’ il caso di certi video che girano in rete in merito a presunti farmaci che guarirebbero dal coronavirus “Covid19”, presenti nelle farmacie di alcuni Stati ma non distribuite alle Popolazioni che ne hanno più bisogno.
 
Fantomatici individui si autoriprendono per strada o dentro farmacie estere sproloquiando contro le autorità italiane che non adottano questi medicinali già sperimentati all’estero contro questo specifico coronavirus.
 
Vengono così fuori i nomi di certi “miracolosi” medicinali mai sentiti prima dalla gente comune ma utilizzati in alcune parti del mondo, a detta di questi personaggi, proprio contro il coronavirus: Arbidol (Russia), Tocilizumab (Cina), Avigan (Giappone) e così via farmacizzando
 
In effetti c’è anche del vero in queste affermazioni, ma dal segnalare alla rete qualcosa solo per farsi notare, allo sbandierare con assoluta certezza, solo per sentito dire, un determinato farmaco come soluzione finale contro il Covid19 ce ne corre proprio.
 
Il Tocilizumab, medicinale utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide, fa parte di una categoria di farmaci, come quelli contro l’HIV, la malaria e l’ebola, che attualmente sono ancora in fase sperimentale di studio contro il Covid19; l’Arbidol fa parte delle terapie contro alcuni coronavirus, ma non sul Covid19 in particolare; l’Avigan invece, per fare un gioco di parole, è una speranza sperimentale, buoni i primi risultati ma ancora siamo lontani dall’ufficializzazione nei protocolli sanitari.
Questo è uno dei pochi casi in cui la tesi complottistica è basata sul nulla. I ricercatori di tutto il mondo ci stanno lavorando e a nessuno converrebbe nascondere la soluzione finale che potrebbe fare arricchire il primo che riesce a trovarla. 
 
In poche parole dobbiamo diffidare dai portatori sani di idiozie che si spacciano sul web per giornalisti, scienziati a gogò o diffusori di certezze; la verità è sempre contenuta nella sfera delle menzogne, ma bisogna imparare a scovarla senza farsi influenzare, è proprio il caso di dirlo.

Autore dell'articolo: admin

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