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I media stiano attenti agli in..Ciampi

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Dal punto di vista morale non è corretto parlare “male” di una persona morta, ma le argomentazioni tipiche della celebre poesia di Totò “La livella”, ci spingono a mettere in risalto un grave risvolto negativo nel periodo di massima influenza di Ciampi in Italia, conosciuto solo agli addetti ai lavori perché in passato attentamente occultato alla massa popolare proprio per “proteggere” la sua figura istituzionale.
Ora che la “livella” permette di far venire a galla la verità, vogliamo farvi conoscere cosa è avvenuto realmente quando il sistema creditizio siciliano (Banco di Sicilia – Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele per le Province Siciliane) è stato letteralmente massacrato, senza alcuna reazione sindacale nè popolare, dal gruppo massonico dominante all’interno della banca d’italia (che ha portato ai massimi livelli politici – anche europei – diversi governatori del vecchio istituto di controllo) e del sistema economico italiano.
Condividiamo dunque un ottimo articolo di Giulio Ambrosetti su TimeSicilia che a suo tempo era stato “opportunamente” censurato ed ora riproposto alla morte di Ciampi.
Nel segnalarvi il link all’articolo di Ambrosetti, vogliamo ricordare che Ciampi è stato tra i protagonisti della creazione della moneta unica europea (il detestato EURO) e della conseguente perdita dell’indipendenza dell’Italia, trasformata in un governatorato UE.
Come si colloca dunque la tanto vantata riesumazione della retorica risorgimentale, con l’esaltazione della Madre Patria Italia, da parte del Presidente della Repubblica Ciampi con la totale perdita di sovranità economica che il suo “slancio” europeistico ha finito col far realizzare?

Quantomeno definibile come atteggiamento “controverso”, che Matteo Salvini ha invece definito, più violentemente, “da traditore della Patria”.
E come la mettiamo col debito pubblico che ha iniziato a prendere il volo proprio da quel divorzio banca d’Italia-tesoro da lui generato?
Ricordiamo infine che Ciampi è stato senatore a vita (è morto a 95 anni – età che sembra fissata da una legge soprannaturale fatta solo per i senatori a vita – vedi anche andreotti e colombo) con un reddito, dovuto solo a questo ruolo, di circa 16.000 euro mensili e senza neanche la continuità di presenza in senato.
Parlare male di un morto non sembra eticamente corretto, ma neanche farne una scorretta apologia che ne occulti in toto i lati negativi della vita.
http://timesicilia.it/regalo-ciampi-alla-sicilia-la-vera-s…/

Autore dell'articolo: admin

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