Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Chi favorisce i truffatori del web? E perché?

Visite: 85
È successo anche a Striscia la Protesta. Le nostre denunce sulle truffe che sfruttano i social per essere diffuse, e che segnaliamo per mettere in guardia gli utenti soprattutto di Facebook, vengono penalizzate da chi gestisce i controlli delle piattaforme.
 
A noi non interessano i like, ma pretendiamo di non essere CENSURATI per la nostra civile attività divulgativa.
 
Abbiamo segnalato a Facebook e Google la presenza di una serie di FALSI ARTICOLI con i logo di importanti testate nazionali (La Repubblica, Sky 24, Rai News ecc. ecc.). In questi lunghissimi redazionali, pubblicati come se fossero estrapolati direttamente dai quotidiani o dai siti di giornalismo on line, vengono raccontati episodi televisivi MAI AVVENUTI nei quali, al termine di paradossali sproloqui fra i partecipanti di alcuni talk show, viene fuori un’assurda proposta finanziaria che permetterebbe guadagni “smisurati” investendo piccole somme (perfino solo 250 euro) alla partenza del “giochetto truffaldino“. È il famigerato SCHEMA PONZI, una truffa nata negli Stati Uniti d’America e, come tante altre porcherie americane regolarmente “importanto” in Italia per derubare masse intere di ignari cittadini.
 
Chi ci cade, dopo aver effettivamente guadagnato qualcosa, si ritroverà dopo poco tempo ad aver perso tutto perché i falsi investimenti (talvolta perfino integrati a seguito dei risultati all’inizio fintamente positivi) spariscono poi improvvisamente nel nulla come gli stessi ingannevoli consulenti finanziari che hanno organizzato il tranello on line.
 
La cosa più grave è però la tracotanza dei social che CONTINUANO A PUBBLICARE QUESTE TRUFFE (riconoscibili perché presentate con la dicitura: “sponsorizzato) nonostante le ripetute segnalazioni degli utenti più accorti, dell’Adiconsum, dei siti come il nostro, di certi importanti influencer come Marco Camisani Calzolari, della Polizia Postale e delle stesse testate giornalistiche che vengono diffamate da questi furfanti.
 
I social, invece di provvedere alla cancellazione di questi post, finiscono per “colpire” proprio chi li segnala. Il profitto derivante dalle “sponsorizzazioni” sui social di questi DEPLOREVOLI IMBROGLI è evidentemente più importante della correttezza professionale. Vengono “preferiti” i truffatori a coloro che ne denunciano le malefatte … ma certo! il business è business … cazzu cazzu iu iu! Come direbbe Cetto la Qualunque.
 
Ricordiamo però agli amministratori delle piattaforme che continuano pervicacemente a divulgare questi porcherosi raggiri che le TRUFFE costituiscono REATI PENALI e chi le favorisce potrebbe essere denunciato per COLLUSIONE.
 
In merito vi segnaliamo di seguito un post pubblicato da Marco Camisani Calzolari che è stato “censurato” dai social dov’è presente proprio per gli avvertimenti ai suoi follower riguardanti queste ignobili truffe.
 

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

Lascia un commento