Le frasi celebri del 2013 dei nostri politici, la Top Ten

Pubblicato il: 30 dicembre 2013 alle 5:35 pm

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Il 2013 è stato condito dalle solite frasi fatte (fatte dai “fantozzi” che lavorano dietro le scrivanie dei nostri politicanti ufficiali che si sono autoeletti nostri rappresentanti) ripetute fino alla nausea per farci rincoglionire ancora di più di quanto non sia stato già fatto con le oscene riforme e il diffuso malgoverno.

 Ecco la classifica delle 10 frasi più insulse e più ossessivamente ripetute, nel mondo della politica italiana, in questo 2013 che ci sta lasciando:

1) Senza se e senza ma

2) Il 2013 sarà l’anno della ripartenza (i politici hanno cominciato a dirlo già nel 2012, così come stanno facendo per il 2014 partendo da quest’anno))

3) Occorre procedere sulla strada delle riforme (lo dice fino alla nausea il signor napolitano, ma se le riforme sono quelle varate nel 2012 e nel 2013 era meglio non farle)

4) Il momento peggiore è passato, la recessione è finita (anche se fosse una battuta non farebbe ridere nessuno)

5) I populisti antieuropei frenano la crescita (ora il popolo, dopo essere risultato vittima assoluta dei misfatti dei politici, deve diventare anche la causa principale dei suoi mali, un paradossale assurdo)

6) Uscendo dall’euro cadremmo in un baratro senza ritorno (perchè in questo momento dove ci troviamo?)

7) In Italia, finalmente abbiamo ridotto la pressione fiscale  (ah..ah..ah.!!)

8) I sacrifici sono necessari per il rilancio dell’Italia (dove?)

9) Occorre migliorare la competitività (come? Facendo lavorare gli italiani come i cinesi, 23 ore al giorno? O sottopagandoli come fanno in Romania o Bulgaria? O continuando a fare entrare prodotti stranieri a bassissimo costo e bassissima qualità senza alcuna tassa di ingresso?)

10) La disoccupazione diminuirà nel secondo semestre (perchè il 20% dei giovani disoccupati è fuggito all’estero)

E dopo la Top Ten delle frasi più utilizzate dai politici, dovremmo anche citare le parole meno presenti nei loro discorsi o nei tg filo-governativi rispetto al 2012:

– ricordate, per esempio, lo spread?  Ci hanno tostato i torroncini per un anno intero, con grafici giornalieri, specchietti riepilogativi settimanali, con le oscillazioni di centesimi di punto comunicate ogni 10/15 minuti, con apposite rubriche economiche post e pre tg…. e ora, nel 2013?  Non se ne parla più, perchè non serve più diffondere il terrore nella popolazione, non è più necessario convincere l’opinione pubblica che occorre castrare la piccola economia e le famiglie italiane, ormai i provvedimenti sono stati varati, lo strozzinaggio di stato è già partito e lo spred, da “fondamentalestrumento per la misurazione della crisi europea, a tutto vantaggio dell’opulenza tedesca che ne deriva dal suo utilizzo, è finito in archivio (per ora), sarà rispolverato e riproposto, al momento opportuno, per riprendere in giro gli italiani “indecisi” o “populisti”.

Ma dovreste ricordare anche le tre Parche“, non le mitologiche Cloto, Lachesi e Atropo che lavoravano il destino degli uominipiuttosto quelle moderne di stampo economico (forse meglio chiamarle “porche“) moody’s, standard & poor’s  e fitch ratings, che hanno sputato sentenze a raffica dal 2010 fino a tutto il 2012 su tutto il panorama economico internazionale, mettendo in croce aziende, lavoratori, imprenditori, investitori e perfino intere nazioni, generando crisi economiche e terrore nei mercati per poi garantire solo i titoli dei loro stessi azionisti principali. Nessuno aveva chiesto tanto “zelo” ai tre esseri “soprannaturali”, che hanno avuto in mano (proprio come le antiche Parche) il destino di tanta gente, dando la tripla A alla Lehman Brothers il giorno prima del fallimento e prendendo in considerazione pure le attività economiche di una sparuta minoranza di pellerosse (i Navajo)….. ebbene, dopo tutti quegli inutili vaticini, che purtroppo hanno anche influenzato tanto le borse di tutto il mondo, nel 2013 delle tre agenzie di rating se ne è sentito parlare sempre meno.   Il primo a comprendere l’importanza di farle cadere nel dimenticatoio è stato Obama, che le ha denunciate per interesse privato in atto pubblico dopo l’ultima “geniale” svalutazione dell’economia statunitense. 

Altra cosa di cui si è parlato meno nel 2013 è il celebre “debito pubblico italiano“, vi siete chiesti perchè?  Ma secondo voi con quale faccia possono riparlarne questi politici che, dopo averci massacrato di tasse, riforme assurde, tagli alle spese stile terzo mondo per farlo scendere, si ritrovano il debito pubblico a  2.076  miliardi dagli originari 1.990 precedenti all’avvento di monti, il vero inizio della fine?(appena un anno fa)

Concludendo questo excursus sui nomi, le parole e le frasi troppo abusate e di moda negli anni passati e nel 2013, vogliamo dare un consiglio ai nostri lettori, che vale peraltro anche per i nostri stessi articoli:  tutto ciò che vi viene proposto tramite la stampa, il web e le televisioni non costituisce mai verità assoluta. Occorre guardare bene “l‘ombra” di ogni parola, non sempre l’ombra infatti va nella direzione di chi o di cosa la genera, è la luce a dettare le vere regole della realtà e davanti ogni cosa “illuminata”, e messa in bella vista, c’è sempre un direttore delle luci, un regista…. dovete capire qual’è il suo punto di vista, il suo vero interesse, prima di credere all’immagine composita da lui proiettata.

Autore dell'articolo: admin

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