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Tempesta sui B&B italiani

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Inge og Ole´s bolig

I bed and breakfast italiani ufficiali sono sottoposti da tempo ad una miriade di adempimenti normativi e di ispezioni che ne stanno facendo diventare impossibile la normale gestione da parte dei relativi titolari.

Ultimamente l’Agenzia delle Entrate (il caso è stato denunciato pubblicamente in tv da “Striscia la Notizia“) ha perfino tentato il “colpaccio” trasformandone d’ufficio la categoria catastale da normale abitazione (i B&B SONO NORMALI ABITAZIONI per definizione e costituzione) ad “albergo“, categoria quest’ultima che normativamente è definibile quando la struttura è composta da oltre le 20 stanze destinate agli ospiti.

Non parliamo poi dei Comuni che hanno perfino tentato di far pagare la Tari (prima la Tarsu) ai B&B equiparandola a quella degli Alberghi.

Insomma un vero e proprio tiro incrociato da parte delle istituzioni, nazionali e locali, contro quest’attività che per lo stato italiano, invece di dare lustro e rilancio al turismo come per tutte le altre nazioni del mondo, viene interpretata come “lucrosa” imprenditoria commerciale da spolpare a più non posso.

Questa è per esempio la “tempesta” di adempimenti burocratici istituzionali imposti (obbligatori) ai Bed and Breakfast italiani:

  1. segnalazione on line alla Polizia di Stato dei nominativi degli ospiti entro le 24 ore dal check-in  (conseguenze penali in caso di inadempienza)
  2. registrazione su apposito registro degli ospiti in entrata e in uscita (conseguenze penali in caso di inadempienza)
  3. sottoscrizione di modulo relativo alla privacy da parte degli ospiti
  4. registrazione giornaliera on-line degli ospiti, anche se negativa, sul sito dell’Osservatorio Turistico Regionale ai fini statistici – adempimento sollecitato con email giornaliere da parte dell’istituto a partire dal giorno 15 di ogni mese fino alla fine dello stesso mese, per permettere al competente ufficio di stilare le statistiche mensili anche in totale assenza di ospiti presso la struttura interessata.
  5. acquisizione della tassa di soggiorno al check-out con sottoscrizione di apposito modulo, anche nel caso di rifiuto da parte dell’ospite.
  6. comunicazione trimestrale on-line al Comune, entro il decimo giorno successivo a quello di chiusura del trimestre, degli importi incamerati per la tassa di soggiorno nello stesso trimestre, su modulo excel che prevede una discrimina per mese e per tipologia di ospiti.
  7. comunicazione annuale on-line al Comune di riepilogo delle tasse di soggiorno incamerate nei quattro trimestri insieme a quella di chiusura del quarto trimestre, da inoltrare entro il 10 gennaio successivo.
  8. bonifico trimestrale al Comune delle tasse di soggiorno incamerate nel trimestre da segnalare con apposito modulo di riepilogo indicante il numero di cro relativo all’accredito.
  9. pagamento annuale di apposito canone speciale RAI per le strutture ricettive che eventualmente detengono apparecchi televisivi; codesto canone risulta superiore a quello ordinario di almeno 3 volte e aumenta proporzionalmente al numero dei dispositivi eventualmente istallati nelle stanze del B&B.
  10. pagamento alla SIAE di apposito canone forfettario per i diritti di autore derivanti dalla diffusione al pubblico delle immagini e dei suoni tramite gli apparecchi televisivi che potrebbero comportare privilegi legali di copyright in favore degli autori.
  11. Denuncia annuale dei redditi derivanti dall’attività del B&B all’Agenzia delle Entrate.
  12. Pagamento trimestrale entro il 10 del mese successivo alla fine dell’ultimo mese del trimestre, dei contributi INPS relativi al personale di servizio eventualmente presente nella struttura.

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E non si può sbagliare in nulla, non può essere dimenticato alcun passaggio, non si può sforare alcuna scadenza in questi adempimenti; i controlli istituzionali (vigili urbani, funzionari SIAE, Agenzia delle Entrate, Polizia di Stato, Carabinieri ecc. ecc.), sempre più asfissianti, strumentali e persecutori, fino a configurarsi come pura vessazione, rendono complicata, difficile, se non impossibile, anche l’ordinaria gestione della struttura, considerando anche le decine di telefonate giornaliere ricevute da parte delle varie compagnie telefoniche, dai pseudo-procacciatori d’affari, dai call-center e dalle agenzie pubblicitarie, nonché la necessaria capacità imposta ai gestori di saper utilizzare il computer che, per quanto ormai molto divulgata, non è certamente “roba” per tutti, specialmente per amministratori molto avanti con l’età anagrafica.

L’effetto congiunto della insostenibile concorrenza delle strutture illegali, delle normative eccessive e asfissianti, e delle sanzioni derivanti anche da insignificanti “irregolarità” commesse dalle strutture “a norma”, sta portando alla chiusura di molti B&B con conseguenti irreparabili danni economici e di immagine per il settore turistico e alberghiero del nostro Paese.Così, invece di incentivare l’attività turistica, gli italiani, contrariamente agli altri Paesi europei che continuano a favorire lo sviluppo dei B&B, stanno facendo di tutto per far scomparire questa realtà.

Non è certo una grande manifestazione di capacità e intelligenza da parte dei nostri politici e dei nostri amministratori.

I bed & breakfast, nati in Inghilterra per fronteggiare i flussi turistici in carenza di valide strutture ricettive, si sono sviluppati in Italia dal 2000, ma dopo un boom iniziale sono stati visti dallo stato italiano e dai suoi organi locali, sempre poco attenti al reale sviluppo economico e molto concentrati alla “raccolta fondi” sulle spalle di imprenditori e investitori, come lucrose attività commerciali da spremere come limoni, fino all’ultima goccia di succo.

Le conseguenze delle regole assillanti e dei “controlli”, in realtà finalizzati solo alla continua caccia di motivazioni utili a far decollare sanzioni e multe per reperire denaro fresco, stanno strozzando l’attività dei B&B ufficiali, gestiti cioè con regolarità e correttezza legale, ma stanno favorendo enormemente gli esercizi abusivi, quelli cioè che, lavorando “in nero”, sono praticamente esenti da normative e precetti e possono permettersi “il lusso” di abbattere i prezzi per la loro ospitalità.

 

Autore dell'articolo: admin

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