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La Borsa non è la Vita

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La volatilità dei collocamenti azionari in Borsa, già da un po’ di tempo avrebbe dovuto far comprendere agli investitori cosa c’è dietro il “sali e scendi” giornaliero degli indici, tanto sfruttato dai media per fare “spettacolo”, specialmente in TV.

Invece la gente continua a seguire quotidianamente con irragionevole ansia le chiusure e le riaperture delle Borse di tutte le nazioni del mondo, l’effervescenza dello spread, che ci sta gasando le palle da circa due anni senza soluzione di continuità, le fasulle “analisi” delle famigerate agenzie di rating ecc. ecc.  Il tutto serve solo a creare panico fra i piccoli risparmiatori e gli investitori occasionali, e la speculazione di chi semina caos è proprio questa.

Mettiamoci in testa una cosa:  che interesse può avere una televisione a bombardarci alle ore 6 del mattino con i dati di chiusura della Borsa di Tokyo o di quella di Hong Kong se non quella di farci venire la diarrea per il terrore di aver perso i nostri soldi e di farci correre in banca a disinvestire, perdendo così regolarmente un bel po’ di capitale?  Chi “gioca” in Borsa (il termine è perfetto per indicare l’azione di chi si trastulla impunemente con i nostri risparmi di una vita) sa benissimo come vanno le cose, non sta di certo davanti la TV a seguire il monotono snocciolamento degli indici, ha ben altri canali per tenersi aggiornato, quindi tutte queste informazioni sono dirette solo alla gente comune come noi, che non comprende il “gioco” e cade nel tranello entrando in paranoia.

La cosa più bella che viene fuori dopo una più serena rilettura del fenomeno, è lo “studio” fatto da patetici pseudo-economisti che appaiono in TV a tutte le ore del giorno per “spiegare” gli andamenti e trovarne una “logica” motivazione. D’altra parte ogni santo giorno spuntano dal “nulla” della politica e dell’economia mondiale interi mazzi di possibili “logiche spiegazioni”: si va dallo scandalo dell’amministratore corrotto, al politico colluso, dalla scalata azionaria per la conquista di una società quotata in Borsa, ai cabarettistici declassamenti delle agenzie di rating che scorrono l’alfabeto dei balbuzienti (AAA, AAB, BBB, BBC, CCC  ecc.) per favorire i loro azionisti privilegiati sulle spalle del resto del mondo.

Tutto fa brodo! … e che brodo!  “Brodo di giuggiole” per chi compra le azioni che a seguito dei ribassi generati dal panico costeranno quattro soldi, “brodo di pollo” per chi nella paura di straperdere preferisce perdere, regalando agli avvoltoi dei mercati tutte le opportunità possibili per arricchirsi sempre più.

In tutto questo media e stampa in generale sono complici del grande inganno, anzi costituiscono proprio il miglior strumento per favorire le speculazioni.

Dunque gente, non facciamoci prendere in giro! Basta panico!

Se proprio dovete investire in Borsa non date retta nè alle tv, nè alla stampa, e soprattutto alle agenzie di rating (sono quelle che hanno dato la tripla A alla Lehman Brothers il giorno prima del fallimento), vi sembrerà forse un paradosso, ma ancora nelle banche italiane ci sono operatori competenti.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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