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Quanti cocomeri tondi tondi avvelenano il mondo

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Certe volte le canzoni per bambini, ed è giusto che sia così, contengono educazioni morali e imbeccate sociali utilissime per una buona consapevolezza, nelle nuove generazioni, di tutto ciò che ogni essere umano dovrà affrontare durante la sua vita.

E’ il caso, per esempio, della tiritera “C’era un cocomero“, canzone che, nonostante sia stata scritta nel lontanissimo 1950 dal compositore Vittorio Mascheroni con un testo di Armando Gill, appare di un’attualità disarmante.

Il testo, ovviamente divertente, ripetitivo e apparentemente allegro, come peraltro ben si addice all’intrattenimento infantile, nasconde tuttavia un’arguta metafora sulla megalomania dilagante nella società di questo inizio secolo.

Ovviamente i bambini nei primi approcci al brano musicale non possono in alcun modo percepire il significato intrinseco della canzone, tuttavia apprezzandone la sonorità e l’accattivante storiella tendono a mantenere una traccia indelebile nella loro memoria che, nella loro crescita, potrebbe in futuro farne comprendere la sottile allegoria, specialmente venendo a contatto con i tantissimi “cocomeri” umani con i quali la società contemporanea ci costringe a convivere.

Ecco il testo (se volete vedere un video del brano su YouTube cliccate su questo link https://youtu.be/DlsbJ-wWE_I?feature=shared ) :


Un cocomero tondo, tondo
Che voleva essere il più forte del mondo
Che voleva tutti quanti superare
Un bel giorno si mise a… cantare:
LA LA si mise a cantare!

Un cocomero tondo, tondo
Che voleva essere il più forte del mondo
Che voleva tutti quanti superare
Un bel giorno si mise a… mangiare:
GNAM GNAM si mise a mangiare;
LA LA si mise a cantare!

Un cocomero tondo, tondo
Che voleva essere il più forte del mondo
Che voleva tutti quanti superare
Un bel giorno si mise a… nuotare:
SPLASH SPLASH si mise a nuotare;
GNAM GNAM si mise a mangiare;
LA LA si mise a cantare!

Un cocomero tondo, tondo
Che voleva essere il più forte del mondo
Che voleva tutti quanti superare
Un bel giorno si mise a… sciare:
SGUISC SGUISC si mise a sciare;
SPLASH SPLASH si mise a nuotare;
GNAM GNAM si mise a mangiare;
LA LA si mise a cantare!

(seguono tante altre “performance” del “cocomero tonto tonto” fino alla strofa finale):

Un cocomero tondo, tondo
Che voleva essere il più forte del mondo
Che voleva tutti quanti superare
Un bel giorno si mise ad… APPLAUDIRE!


Certo affrontare la vita flosciamente, magari anche chiusi in se stessi, non è assolutamente il modo migliore per apprezzarla, ma l’esatto opposto è altrettanto inqualificabile; pensare di trascorrere l’intera esistenza a voler primeggiare a tutti i costi in qualsiasi campo, specialmente in totale assenza di talento e di meriti acquisiti con lo studio o con una pratica che sia connessa a una lunga gavetta, appare oltre che ridicolo perfino demenziale. Eppure l’era contemporanea è costellata da milioni di cocomeri tondi tondi (meglio tonti tonti) che vivono solo per competere con tutto il resto dell’umanità che finiscono inevitabilmente per odiare. 

Quando la competizione, e quindi il confronto, diventa disputa fine a se stessa, dunque fuori dagli ambiti sportivi dove risulta perfino necessaria, si cade inesorabilmente in uno sfrenato antagonismo sociale che può solo portare a un odio immotivato e belluino contro il nostro prossimo. La vita diventa così un’inutile corsa verso il nulla, verso lo spreco della nostra esistenza alla ricerca continua della futilità

D’altra parte la caratteristica principale dell’umanità del terzo millennio è proprio questa: interpretare la vita come una SFIDA ETERNA .. al riguardo, per comprendere meglio l’abisso nel quale siamo precipitati, basta ascoltare con attenzione i fatui discorsi motivazionali dei politici contemporanei: le maledette parole “sfide” e “scommesse” NON MANCANO MAI. 

Dalle nostre coscienze sono ormai sparite parole come umiltà, serenità, consapevolezza, saggezza, equilibrio, condivisione e accettazione sociale; tutto viene espresso in funzione della competitività più totale, anche nei confronti di coloro che ci sovrastano in tutti i campi.

Ma il finale della filastrocca è un importante insegnamento verso i bambini che si affacciano per le prime volte al “balcone della vita” … dopo tutte le esperienze precedenti alla ricerca continua di un’inutile supremazia su tutti gli altri, il cocomero finalmente SI MISE AD APPLAUDIRE. Aveva raggiunto la consapevolezza che tanta altra gente intorno a lui meritava di essere elogiata e non avversata.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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