L’aeroporto più pazzo del mondo

Pubblicato il: 12 agosto 2013 alle 8:24 pm

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Lo scalo aereo di Palermo è un eterno cantiere aperto. I lavori non finiscono mai e dietro sembra esserci la mano di Penelope a “tramare” contro la conclusione dell’opera.

I disagi sono diventati quasi paradossali. Ricevere un parente all’aeroporto palermitano è come scalare l’Everest con Giove che ti scaglia contro i suoi più potenti fulmini o come portare a termine la Parigi-Dakar con il monopattino. Roba da fantascienza, da opera epica.
Tutto inizia al confine dell’ultimo chilometro prima dell’arrivo allo scalo Falcone e Borsellino. Chi si avventura oltre queste “colonne d’Ercole” lo fa a suo rischio e pericolo.
E i primi segnali si vedono sull’autostrada, non sono “segnali” convenzionali, per esempio un triangolo (che indica genericamente pericolo) e una sagoma di vigile che prende a calci un’altra sagoma di malcapitato utente aeroportuale; basterebbe un cartello “ufficiale” di questo tipo per far dissuadere chiunque dal tentare l’ “assalto” ai locali degli “arrivi“. Invece no, nessun segnale stradale, solo una strana lunghissima fila di auto ferme sul bordo dell’autostrada in attesa di chissà chi o di chissà cosa.
Dapprima viene il dubbio che si tratti di coppiette imboscate in cerca di momenti di intimità, poi però, guardando meglio si vedono, seduti nelle auto, strani personaggi: vecchietti col fazzoletto in mano, donne con mazzi di fiori o pacchetti di pasticcini, uomini con i bebè in braccio, curiose figure poco presenti in “natura”… ma che faranno tutte raccolte e allineate al fianco del guardrail?
I più saggi capiscono “al volo” (e trattandosi di aeroporto è proprio il caso di dire così) e si posteggiano al primo spazio disponibile, i pazzi invece fingono di non capire e proseguono stoicamente.
Dopo due/tre rotonde, che stanno ancora a indicare: “Attento! Dove ti stai impantanando? non vedi che già ti vogliono fare tornare indietro?” lo sciocco avventuroso vede da lontano il grande cartello “ARRIVI“, ma la sua gioia gli si strozza in gola perché sotto l’enorme cartello giace, a mo’ di lapide, un altrettanto enorme lastra di cemento armato da tre tonnellate riportante la scritta sepolcrale “ACCESSO PROIBITO AI VIAGGIATORI“.
Al coraggioso viandante viene subito in mente la Divina Commedia e gli avvisi prima dell’ingresso agli inferi. Ma fidando sempre nella buona sorte prosegue anche senza l’ausilio di Virgilio.
E “mal gliene incolse” (si direbbe in versi), infatti poco dopo si ritrova a un bivio con soluzione di scelta “unica”: da un lato altro dissuasore sepolcrale, stavolta di quattro tonnellate, dall’altro una salitina con il cartello “PARTENZE“.
Lo sventurato, non potendo andare altrove, “decide” suo malgrado di intraprendere l’ascesa per le “partenze”, nonostante la persona che doveva andare a ricevere sia già atterrata e passeggi nervosamente all’interno dei locali aeroportuali.
A questo punto intravede uno spiazzo che, per quanto già pieno di auto e soprattutto di pullman, gli appare come un miraggio in pieno deserto… ma comprende subito che si tratta proprio di un miraggio.
Sotto un diluvio di bestemmie, improperi, urla disumane e via dicendo vede venirgli incontro una vigilessa armata di penna e taccuino che, digrignando i denti come “Macchianera” nei fumetti di “Topolino“, e in preda alla celebre voglia di collaborazione col cittadino, che caratterizza i vigili urbani di Palermo, gli intima di non fermarsi nello spiazzo e proseguire subito oltre, pena un verbale da diverse centinaia di euro.
Le spiegazioni sono inutili, lo spiazzo è destinato solo ai pullman delle partenze e tutti gli altri automobilisti presenti sono stati già multati (ecco da dove proveniva il diluvio di bestemmie). Il malcapitato deve pertanto andare oltre, ma si accorge presto che “oltre” significa uscire dalla zona aeroporto e imboccare subito l’A-29 Palermo-Mazara del Vallo.
Non gli resta quindi che reimmettersi in autostrada, fare una decina di chilometri (correndo appunto come un pazzo) prendere il primo svincolo e tornare indietro, mettendosi stavolta in coda a quegli strani individui che aveva visto una mezzora prima ai bordi dell’ingresso al Falcone e Borsellino.
Poi un colpo di cellulare alla persona in “arrivo”, già arrivata e abbondantemente incazzata, ne permetterà il carico sull’auto “al volo” sempre nella zona “PARTENZE“, ma stavolta prima dell’arrivo in corsa della leonessa… pardon, vigilessa.

Questa è una storia vera, non realtà romanzesca. Episodi del genere sono quotidiani al Falcone e Borsellino. Quando potremo dire di avere realmente uno scalo aereo di valenza internazionale e non un covo di vespe impazzite che ti respingono lontano quando tenti di fermarti?

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

6 commenti su “L’aeroporto più pazzo del mondo

    Vincenzo L.

    (17/08/2013 - 16:58)

    Bastarda Palermo! L’aeroporto e puru u calcestruzzo.

    admin

    (17/08/2013 - 17:08)

    Questa è la nostra risposta al commento di un utente che ha in seguito cancellato la sua nota nella quale aveva precisato che a Roma (aeroporto Fiumicino) si può parcheggiare gratis fino a mezz’ora e che i vigili urbani in servizio al “Falcone e Borsellino” dipendono dal Comune di Cinisi e non da quello di Palermo.

    Ottima osservazione sui posteggi gratuiti a Fiumicino. I viaggiatori e gli accompagnatori devono essere facilitati nella loro necessità di fruire dello scalo aereo, va benissimo prevedere un periodo minimo di sosta gratuita per gli adempimenti principali (carico/scarico bagagli, ricezione/accompagnamento viaggiatori ecc.ecc), va anche bene far pagare per tempi più lunghi di giacenza delle auto…… ma perseguitare no! Spingere la gente fuori dagli spazi attigui all’aeroporto come fossero mandrie di bestie no! Questa è inciviltà, non zelo di servizio, e non ha nessuna importanza se i protagonisti siano sulla busta paga del Comune di Cinisi o di quello di Palermo, non è certo un particolare tanto importante da dover essere approfondito, si criticava il comportamento poco collaborativo, non lo stemmino sulla divisa che non cambia nulla sugli atteggiamenti scioccamente aggressivi di certi vigili urbani (qualsiasi sia l’urbe dalla quale dipendano). Auspichiamo intanto una prossima e “definitiva” fine dei lavori, un parcheggio temporaneo gratuito e fruibile senza troppi “paletti”, sia per le partenze che per gli arrivi e, fin da questo momento, una maggiore cortesia e collaborazione da parte delle forze dell’ordine preposte al controllo degli spazi, da qualunque comune esse provengano. Il vostro mestiere non è solo quello di stilare verbali per raccogliere denaro dalle tasche della gente e passarlo nelle casse dei comuni; avete anche dei doveri nei confronti della cittadinanza, che tramite le tasse paga il vostro servizio pubblico. Cortesia, informazione, collaborazione fanno parte del vostro regolamento di servizio e della vostra etica professionale….fuori dall’Italia questi canoni sono perfettamente rispettati, perchè non lo devono essere anche entro i nostri confini naturali?

    Giuseppe D.G.

    (17/08/2013 - 17:13)

    Non avete capito… siccome a Palermo il lavoro e’ poco, quel poco che c’e’ si cerca di farlo durare piu’ a lungo possibile.

    Salvo L.B.

    (17/08/2013 - 17:20)

    Tutti i dirigenti dello scalo, gesap compresa, dovrebbero avere il coraggio di dimettersi in massa non allattare sempre nella stessa minna….

    Gianni M.

    (17/08/2013 - 17:28)

    Tutto vero..mi succede un paio di volte al mese!

    Maria D.A.

    (18/08/2013 - 15:01)

    E’ semplicemente vergognoso!

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