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Tram o non tram? Questo è il problema a Palermo

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I cittadini  palermitani si pongono una domanda alla quale non siamo stati capaci di rispondere. Si chiedono: ma come si potrà circolare sul ponte di Via Notarbartolo dopo il dimezzamento delle due carreggiate stradali in seguito all’avvento della nuova linea di tram?  Guardate le due foto, anche se si tratta di due punti di vista diversi si vede chiaramente che la parte centrale del ponte destinata al tram ha ridotto le due corsie laterali in modo drastico. Praticamente le auto e i mezzi pubblici gommati potranno transitare solo in fila indiana e uno alla volta. Ricordiamo per i non palermitani che questo tratto di strada è ad altissima densità di traffico.

Il dilemma amletico è stato oggetto di un post sulla nostra pagina di Facebook lo scorso fine settimana e ha sollevato un vero vespaio di polemiche. Chi è in possesso di un account Facebook potrà visionare il dibattito sul social network e inserire, volendo, anche un proprio commento, che su questo blog siamo stati purtroppo costretti a disabilitare per motivi di sicurezza informatica.

Dalla discussione sviluppata è comunque emersa una cittadinanza divisa in due pareri diametralmente opposti fra loro. Nessuno sembrerebbe prevalere sull’altro, parte è favorevole “all’avvento” del tram, il resto vorrebbe invece la metropolitana.

Se consideriamo il tram come una specie di metropolitana leggera di superficie (vi sono molti esempi anche in Italia), i due mezzi per certi versi finiscono col somigliarsi moltissimo e gli impatti urbanistici sono praticamente identici. Ma il tram resta solo in superficie, mentre i tratti affioranti della metro costituiscono una piccola percentuale degli interi percorsi che scorrono maggiormente nel sottosuolo. Dunque alla fine “metabolizzare” l’intero tragitto tranviario per una città è molto più complesso, e le problematiche connesse, nel passato, hanno fatto propendere le amministrazioni comunali per l’abolizione di tram e filobus.

Il nostro articolo che ha sollevato la polemica evidenziava proprio una di queste problematiche urbanistiche, che certamente riguarderanno anche altre zone cittadine oltre al ponte Notarbartolo, perché Palermo non è dotata di strade ampie e i restringimenti degli assi viari (il vero soggetto della questione piuttosto che la scelta di un mezzo anziché un altro) sono senza alcun dubbio una complicazione aggiuntiva, sottovalutata da chi sostiene l’opzione tram.

Da alcuni interventi di tecnici qualificati sembrerebbe scongiurato il pericolo di pesi eccessivi che graveranno sul ponte e che i bus non dovrebbero transitare sul tratto in questione proprio per la presenza del tram (almeno questo è quello che ci garantiscono i tecnici intervenuti) rendendo fluido il traffico in futuro.

Dovendo ormai accettare obtorto collo la scelta del Comune di Palermo, non resta che sperare possa essere così, ma una cosa vogliamo ribadire,  la triste faccenda della gente che prende l’auto anche per percorrere pochi metri è un luogo comune, una stupidissima vecchia battuta diventata nel tempo una specie di leggenda metropolitana (mai  frase è stata più adatta alla questione) che troppo spesso viene ripresa per etichettare tutti i palermitani. Tranne poche eccezioni sono TUTTI disponibili a usare i mezzi pubblici, ma questi devono essere correttamente ottimizzati all’utilizzo della cittadinanza senza creare scompensi urbanistici e di vivibilità.  Inoltre i mezzi pubblici (peraltro ancora troppo insufficienti per Palermo) NON DEVONO ESSERE IMPOSTI alla popolazione ma bensì “SOTTOPOSTI” alla “libera scelta” dei cittadini in regime di civile convivenza, almeno in un paese che si proclama “democratico“.  Il cittadino che ha acquistato un’auto ha il diritto di usarla, paga la tassa (iva) al momento dell’acquisto e paga annualmente l’altra tassa di proprietà che costituisce anche diritto alla circolazione (prima infatti si chiamava “tassa di circolazione”).

COSTRINGERE” la gente a non usare la propria vettura, con “mezzucci” coercitivi come le targhe alterne o la “distruzione” delle  strade o la loro riduzione a strettissime trazzere di campagna, oltre a risultare azione autolesionistica e DELITTUOSA per la città  (CHE APPARTIENE A TUTTI E  NON SOLO A CHI  L’AMMINISTRA)  rischia di essere una imposizione dittatoriale; dovrebbe risultare piuttosto, almeno in un paese civile, una questione di convenienza, di comodità.  Solo a quel punto i palermitani, che non sono così stupidi come si vorrebbe fare credere, si convinceranno a vendere l’auto (a chi a quel punto non è dato sapere) e a camminare in tram.

Autore dell'articolo: admin

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