Idee luminose per truffare meglio

Inserito da Sergio Figuccia
Feb 04 2017
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ideeluminosepertruffare

Ormai in Italia le truffe sono istituzionalizzate. Lo diciamo da tanto tempo ma la Magistratura ne ha bloccate ancora troppo poche.

Nel recente passato molte sono state denunciate da “Striscia la Notizia” e da “Report” in tv, dai blog sul web e da “Striscia la Protesta” (ma non siamo gli unici) su Facebook.

Una fra le tante ancora in corso d’opera è quella legata al cambio di nomenclatura dell’ex Enel Servizio Elettrico. In seguito alla delibera 296/2015 dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico è stato stabilito che le società del settore che operano sia nel mercato libero (es.:Enel Energia), sia in quello a maggior tutela (es.:Enel Servizio Elettrico) devono riportare denominazioni sociali e marchi diversi, proprio per non far cadere nell’equivoco gli utenti . Così, nel nostro caso, l’operatore in regime tariffario stabilito e interamente regolato dall’Autorità (maggior tutela per l’utente) si chiamerà “Servizio Elettrico Nazionale“, ma la società in questione ha precisato in diverse circostanze (anche con specifiche comunicazioni allegate alle bollette) che si tratta solo di un cambio di nomenclatura giuridica e che tutto il resto resterà pertanto immutato.

Ma nell’era scriteriata delle “sfide” e delle “scommesse“, nella quale tutto è permesso pur di fare profitto e “fottere” la smisurata concorrenza, anche globale, ogni variante amministrativa e gestionale scatena la creatività di certi personaggi che si muovono all’interno delle società di consulenza e procacciamento d’affari. Così, pur di fare business e di arraffare un numero sempre maggiore di utenti, scippandoli possibilmente soprattutto alla concorrenza (poco importa se si tratta di aziende dello stesso gruppo), si ricorre alle telefonate taroccate, proprio come fatto nel recente passato soprattutto dalle compagnie telefoniche.

Gli italiani in questi mesi sono tempestati dalle telefonate di call-center, che si spacciano spesso come operatori Enel, volte a “convincere” gli utenti a sottoscrivere il passaggio dall’azienda a maggior tutela a quella operante nel mercato libero, magari sostenendo che il servizio tariffario stabilito dall’Autority a tutela del consumatore non esisterà più.

Attenzione: non è vero, o almeno in questo momento (perché in questa torre di Babele della nostra schizofrenica epoca tutto è possibile nel futuro prossimo).

Se volete restare nel Servizio Elettrico Nazionale non dovete mandare nulla all’Enel, non dovete sottoscrivere alcun contratto. Quello che non si riesce a capire è perché ancora nella vicenda le Istituzioni non intervengano e restano solo i privati a denunciare questi tentativi telefonici di “lavaggio del cervello”, abusi questi che possono facilmente colpire le persone sole e più anziane, che restano sempre quelle maggiormente esposte.

D’altra parte se esiste un servizio pubblico “a maggior tutela” del cittadino, dovrebbe essere prevista anche la “tutela dalle prese in giro” degli operatori autorizzati a fare ricerca scorretta di clienti per conto di un’azienda dello stesso gruppo.

Ecco di seguito una telefonata tipo di questi call-center raccontata sapientemente dall’amico Rino Porrovecchio:

“Sono al lavoro, in ufficio.
Squilla il cellulare.
Il numero del chiamante è +39 06 8128730.
E chi è?
Rispondo.
“Il signor Rino Porrovecchio?” – chiede una voce maschile perentoria con tono da Procuratore generale della repubblica.
“Chi parla?” replico.
“Siamo l’Enel”.
“Ah, bene. Si, sono Rino Porrovecchio” – evidenzio a quel punto.
“Signor Porrovecchio, la chiamiamo perché, come avrà avuto modo di sapere dalla comunicazione allegata alla sua ultima bolletta, l’Enel cambia nome, adesso si chiama Servizio Elettrico Nazionale”.
“Si, certo” – confermo io.
“Lei è sempre stato un cliente Enel quindi immaginiamo voglia continuare a restare tale”.
“Certo, e allora?” – chiedo incuriosito.
“Deve allora mandarci una copia del documento ed una del codice fiscale e poi firmarci un modulo che possiamo mandarle anche per e-mail”.
La perplessità prende il posto della curiosità: ma se l’Enel ha già tutto, perché devo reinviare per restare con loro?
Trovo una scusa e cerco di temporeggiare: “Ascolti, non è per voler essere scortese ma adesso mi trovo al lavoro e sto partecipando ad una riunione, mi mandi la modellistica e poi ci si risente”.
Ricevuta la mail mi rendo conto che il modulo da firmare è in realtà una richiesta di passaggio ad altro gestore (l’Enel) che, attraverso una brevissima ricerca in internet, si scopre essere adesso un’azienda privata che opera nel “mercato libero” con regole diverse da quello “a maggior tutela” in cui opera il Servizio elettrico nazionale (ex Enel).
Leggo anche che l’eventuale passaggio dal mercato protetto a quello libero (in cui operano solo soggetti privati) è irrevocabile, come un diamante … dura per sempre.
Parlandone con qualche amico che c’è cascato scopro essere proprio una gran fregatura.
Una gran fregatura posta in atto nel modo descritto.
Lo possiamo ritenere un modo fraudolento?
No, non in Italia.
In Italia è tutto perfettamente legale.
E’ questo ormai l’andazzo.
Ripenso a Leoluca Orlando che vorrebbe arrestare i parcheggiatori abusivi e rido.
E’ però una risata a denti stretti.
Intanto l’Enel continua a richiamarmi al cellulare ed io non rispondo.
Cosa pensate potrei dirgli, del resto, se rispondessi?”
 

 

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