Fazio è fazioso? Nomen omen

Pubblicato il: 13 ottobre 2018 alle 12:39 pm

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Fabio Fazio è da sempre accusato di “faziosità” per l’impostazione palesemente filo-piddiana del suo programma “Il tempo che fa“.

Ma tutto sommato nel panorama televisivo nazionale sono molti i conduttori che manifestano le loro chiare tendenze politiche (Floris, Giannini, Vespa ecc.), quindi anche la “faziosità faziana” potrebbe essere vista come una delle tante sfaccettature della democrazia e della libertà delle idee del nostro Paese, SE NON FOSSE PERO’ PAGATO CON TANTO DENARO PUBBLICO.
In un articolo de “Il Secolo d’Italia” (cliccate qui per leggerlo) viene rivelato che la presenza di Cottarelli nel programma costa allo Stato ben 6.500 euro a puntata. L’articolo si riferisce a una delle tante spese folli della RAI (che è una rete pubblica, quindi sono soldi nostri quelli che spende) per la trasmissione del programma di Fazio.
Dall’articolo abbiamo stralciato una frase di Gianluigi Paragone che la dice tutta sulla grave “emorragia” di denaro provocata da questo programma di banali interviste, imposto dalla sinistra, che costa allo Stato quanto uno spettacolo hollywoodiano, sia per i suoi “cari ospiti“, sia per gli altrettanto “cari” conduttori (Fazio e Littizzetto in testa).
Paragone ha detto: “Il tempo che fa è una trasmissione che avrebbe potuto essere tranquillamente prodotta internamente dalla Rai e che invece è prodotta da una società esterna (di cui Fabio Fazio è tra i proprietari) a costi complessivi talmente alti da essere un caso“.
Quindi oltre alla sua faziosità, Fazio appare anche fastidioso per la mole di denaro che fa spendere alla Rai, sia per i suoi ospiti, sia (e soprattutto) per la sua società “esterna” che produce un format che la Rai potrebbe realizzare benissimo anche con le sue corpose e competenti maestranze interne.
In Italia, in tutti i settori, e figuriamoci se la Rai non si allineava a questa “moda”, quando si vogliono favorire economicamente gli “amici degli amici”, basta conferire ad aziende esterne attività che potrebbero benissimo essere gestite in proprio.
Considerando che quest’escamotage può essere interpretato come tecnica per la “distrazione di denaro“, sarebbe saggio da parte del Governo porre dei vincoli di legge su questi stratagemmi, specialmente nei casi in cui il denaro speso è denaro pubblico.

Autore dell'articolo: admin

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