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Le statistiche del kaiser

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In questi giorni si legge sui giornali che l’Istat ha emanato il solito proclama statistico relativo agli ultimi tre mesi di attività governativa; ebbene, sembrerebbe (ma come sapete si tratta solo di studi statistici di dubbia valenza) che nel primo trimestre il Pil sia aumentato dello 0,2% quindi, ne deduce l’Istat, “l’Italia è fuori dalla recessione“. Appena qualche giorno fa i media, le opposizioni e le euroiene di Bruxelles, strombazzavano al vento, e dentro le dannate scatolette chiamate televisioni, che l’Italia era “ormai” precipitata nella terribile “recessione tecnica“.

Non arriva a trascorrere una settimana che improvvisamente, grazie ai soliti “miracoli” di una scienza imperfetta, chiamata “statistica“, universalmente strumentalizzata ad uso e consumo di chi se ne serve per colpire i propri “nemici” giurati, le cose cambiano radicalmente. Il cielo, prima plumbeo e minaccioso, torna sereno e riempe di speranza il cuore dell’opinione pubblica, troppo incline a prendere per “buone” tutte le storielle che raccontano le tv.

Ma sappiamo benissimo che questo “miracoloso unguento” porterà i suoi benefici solo per qualche giorno, poi, asciugandosi nel vento che inizierà a soffiare da Bruxelles, tutto tornerà ad offuscarsi perché il miracolo statistico italiano verrà prontamente negato da altri “profeti finanziari del kaiser”, da altri maghi approssimativi di numeri approssimati.

La solita commedia delle parti, il festival internazionale degli statistico-pagliacci. L’Era dell’economia ci ha abituato anche a questo.

L’Istat è un organo governativo che TUTTI I GOVERNI utilizzano ed hanno utilizzato sempre per fare “propaganda politica” (come piace dire alla sinistra) in loro favore per manipolare l’opinione pubblica, sempre molto sensibile ad ascoltare qualsiasi scemenza venga divulgata dai media nazionali.

Ma, come è capitato sempre anche durante i governi precedenti, le statistiche filo-governative vengono dopo qualche giorno smentite da altri organi internazionali, comunque altrettanto inattendibili quanto l’Istat. Vedrete che fra due o tre giorni (ma forse anche prima) verranno fuori esternazioni diametralmente opposte da parte dell’Eurostat, del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea, di Juncker, della Lagarde, di Draghi e così via, tutte in funzione di negare quanto esposto dall’Istat. E qui giù con i “moniti”, le “preoccupazioni”, i monitoraggi, le minacce di infrazioni, di sanzioni ecc. ecc., la solita sputtanatissima solfa contro l’economia italiana “colpevole” di non sostenere bene la crescita dell’euro e della Germania.

A parte l’assurdità e l’inutilità di emettere statistiche tanto improbabili e artefatte ogni 10 o 15 giorni, che vorrebbero palesare cambiamenti tanto radicali nelle economie di intere nazioni in tempi ristrettissimi (appena una decina di giorni fa si parlava di recessione tecnica inevitabile e oggi tutto sarebbe tornato alla normalità), io vi confesso sinceramente che, già da molto tempo, NON CREDO ASSOLUTAMENTE A NESSUNO.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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