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In Italia truffa libera, basta avvertire prima le vittime. Seconda puntata

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La seconda puntata di questo nostro reportage riguarda il telemarketing. Ne abbiamo già parlato abbondantemente nel recente passato con nostri specifici articoli (cercateli, se volete, digitando la parola “telemarketing” nella finestra del nostro motore di ricerca interno che si trova sulla home page del blog).

Abbiamo ripreso ancora una volta questo tema perché rientra perfettamente nella fattispecie della questione sulla TRUFFA LIBERA con avvertimento preventivo. In questo secondo caso l’avvertimento è ancora più subdolo e imprevedibile, ti arriva addosso quando meno te lo aspetti: quando compri un paio di mutande e il negoziante ti fa sottoscrivere una scheda di affiliazione al suo prestigioso gruppo di clienti, quando tuo figlio di due anni gioca col tuo cellulare e improvvisamente clicca sul touchscreen nel momento in cui transita sullo schermo una delle quotidiane migliaia di finestre pubblicitarie di servizi web a pagamento (spesso truffaldini) che appaiono sul tuo telefono, mentre stai leggendo un giornale on line e l’articolo inopinatamente si interrompe costringendoti a passare a una pagina successiva che ti chiede i tuoi dati personali per abbonarti, sempre che tu, nel frattempo, non mandi  a fare in culo l’articolista, il direttore del giornale e tutti quei coglioni che lavorano intorno alla quella dannata pagina web. Sono solo pochi esempi che però fanno già venire la voglia di mandare a quel paese tutta questa tecnologia persecutoria, ma noi siamo italiani e come tali siamo noti nel mondo per la nostra tendenza alla sottomissione, quindi, invece di reagire, corriamo anzi a comprare altri cellulari più costosi per farci fregare meglio perché non ci siamo accorti che IN BASE ALLA CELEBRE LEGGE SULLA PRIVACY abbiamo sottoscritto, senza accorgecene, la nostra accettazione alla persecuzione telefonica del telemarketing.

La magagna sta proprio lì, una legge che finge di tutelare i dati sensibili dei cittadini permettendo di fatto, per la sola accettazione forzata o involontaria da parte dei consumatori, l’avvio indisturbato di tempeste di telefonate a qualsiasi ora del giorno a fini pubblicitari, “ora anche in comode chiamate pre-registrate“, quelle che rompono ancora di più le scatole.

Ma ai fini “etici” lo Stato doveva pur fare qualcosa, viste le firme raccolte a milioni nelle sottoscrizioni  anti-telemarketing, le migliaia di proteste inviate ai vari governi e perfino al Presidente della Repubblica, e le decine di interpellanze parlamentari rivolte al governo in merito a questo incivile strazio telefonico. Ed ecco che i “geni” che lavorano sottobanco per tutelare gli interessi di certa imprenditoria senza scrupoli (call center e via dicendo) si inventano il celebre “REGISTRO DELLE PUBBLICHE OPPOSIZIONI” … e ce lo confezionano per ben due volte: nel 2011 e successivamente, dopo il monumentale flop di allora, hanno la faccia tosta di riproporcelo nel 2022. Non vi ripetiamo qui le motivazioni per le quali questo “strumento” in mano ai cittadini sdegnati (come lo definisce il governo) è perfettamente inutile, vi rimandiamo al nostro articolo del 14 agosto 2022  (dunque esattamente un anno fa) che abbiamo intitolato opportunamente “REGISTRO DELLE PUBBLICHE PRESE IN GIRO” (cliccate sul titolo per leggerlo).

Tralasciamo di spiegare agli inventori del telemarketing (ovviamente non capirebbero) che ormai “il gioco non vale la candela” perché la gente, disgustata da vent’anni di queste assurde telefonate, tronca la chiamata al primo “ciao” registrato ricevuto al proprio apparecchio telefonico o al cellulare, o magari, se l’operatore che parla da una postazione ubicata in FANCULANDIA sembra essere umano (ma spesso è solo una sensazione), seppellisce il meschino con una vagonata di improperi e offese irripetibili rendendo di fatto irrazionale, se non ridicolo, l’investimento economico che sta a monte di queste insulse iniziative imprenditoriali.

Insomma, a parte l’insensatezza di quest’attività nel terzo decennio del terzo millennio, non possiamo non notare come lo Stato continui imperterrito a “coprire” lo sfruttamento oppressivo della popolazione da parte di aziende senza scrupoli; così, invece di proibire per legge il telemarketing persecutorio, assimilabile al REATO DI STALKING, e in molti casi anche a quello della TRUFFA, genera “pannolini caldi” per tenere buone le povere vittime… l’interessante però è che queste ultime vengano avvertite preventivamente di ciò che dovranno subire.

Autore dell'articolo: Santokenonsuda

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