Siamo tutti sottoposti a ignobili “manfrine” mediatiche volte a ipnotizzare l’opinione pubblica come se la popolazione fosse solo un’enorme massa di CRETINI.
E non parliamo solo delle pagliacciate “trump-melodiane”, dovremmo aggiungere infatti tutti quegli atteggiamenti e quelle dichiarazioni pubbliche che dicono tutto e il contrario di tutto, che fanno continua propaganda faziosa (e questo vale per tutta la politica sia nostrana sia internazionale), che tentano “disperatamente” di inculcare l’odio verso improbabili nemici pubblici o minoranze che hanno difficoltà a integrarsi, che vorrebbero presentare i personaggi del mainstream in modalità “supereroi“, quando invece si tratta spesso di individui di scarso valore morale, di scadente competenza, e di ignoranza cronica che poco dovrebbero avere a che fare con le istituzioni pubbliche.
Per avere un’idea di questa COLOSSALE PRESA IN GIRO da parte della stampa, dei tg, dei media e purtroppo anche dei social, basta ascoltare con attenzione gli interventi dei politici e dei loro galoppini (come i portavoce), e guardare soprattutto con considerazione critica le immagini che ci vengono proposte dalle televisioni quando si parla di certi leader che DEVONO ESSERE AMATI A OGNI COSTO DALLA GENTE.
Sfilano (sono sempre inquadrati mentre camminano impettiti) solo in base a certi tipi di portamento accuratamente “studiati” dai consulenti d’immagine, altro che spontaneità o disinvoltura!
Quindi vedremo sempre Malan nei tg mentre fa la sua marcia trionfale verso non si sa dove (magari sta correndo in bagno, chissà), Meloni incedere elegantemente a schiena dritta e capelli al vento con il sottofondo di un tramonto “mozzafiato” (come solo i giornalisti sanno dire) e vestiti grandi firme sempre diversi a ogni ora che passa, come se ogni giorno la sfilata fosse l’unico obiettivo per i suoi défilé d’alta moda istituzionale.
Poi c’è Renzi che entra in Parlamento con mano in tasca, portamento austero da grande condottiero, e faccia da pesce lesso ma sempre concentratissimo … chissà in che cosa, o Elly Schlein correre concitatamente verso il suo scranno istituzionale con indosso il suo guardaroba debitamente curato dal competente armocromista.
Ma tutto questo non solo in Italia, lo stesso fenomeno mediatico avviene anche nel resto del mondo.
Insomma i media e la stampa ci “presentano gli impresentabili” nel modo migliore possibile, perché sono al soldo del mainstream (vedi finanziamento dei quotidiani), ma dietro il “palcoscenico” c’è molto spesso solo fuffa.
