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La flessibilità arma elettorale

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Si è parlato tantissimo di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro in seguito all’acclarata rigidità ricaduta sulle teste dei lavoratori nel fatidico 2012 in seguito alla catastrofica legge fornero-monti.

L’argomento è stato oggetto di diversi articoli sul nostro blog.

In particolare, appena 9 giorni fa, con il pezzo “La pensione secondo l’istat” del 20 febbraio (cliccare qui per leggerlo), avevamo perfino ipotizzato che la stessa legge, per quanto riguarda proprio la flessibilità in uscita per i lavoratori precoci, fosse quantomeno illogica e inammissibile.

L’articolo in pochi giorni è stato già cliccato quasi 2.000 volte sul blog e letto da circa 10.000 utenti su Facebook, considerato l’interesse manifestato dai nostri lettori abbiamo quindi pensato di girare il testo (provocatorio ma anche propositivo dal punto di vista legale) agli unici due partiti che hanno inserito nei propri programmi politici l’abolizione della infausta legge fornero: il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord.

E’ proprio di due giorni fa la notizia che l’ex ministro fornero ha dato palesemente ragione a Matteo Salvini sulla necessità di modificare la legge proprio in funzione dei lavoratori che hanno già accantonato 41 anni di contributi.

Chissà, forse è corsa voce che la legge fosse basata proprio sull’assurda irregolarità formale del parametro “aspettativa di vita“, calcolata sempre in ascesa fino al 2050, e da noi denunciata come aberrazione statistica, forse Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, è riuscito ad attirare l’attenzione del governo ribadendo, ancora una volta, la sua idea su questa problematica (da due anni ha presentato in merito diverse soluzioni che renzi non ha voluto prendere in considerazione), sta di fatto che il fenomeno dei lavoratori precoci, destinati a pagare contributi sempre crescenti in funzione di un tetto contributivo che sale sempre verso l’alto come un palloncino gonfiato con l’elio, è tornato nuovamente agli onori della cronaca.

Noi, il M5S, la Lega Nord e Cesare Damiano continueremo a lottare fino allo sfinimento per tentare di abolire questa mostruosità, ma vedrete che il signor renzi continuerà a procrastinare questa modifica fino a giungere in prossimità delle elezioni del 2018, solo a quel punto varerà la flessibilità in uscita attribuendosi così l’onore e il vanto di questa sacrosanta “riforma” giusto nei “pressi” del voto popolare.

Il signor renzi, che ritiene di aver rottamato la vecchia politica, in realtà adotta esattamente gli stessi comportamenti dei suoi vecchi colleghi che tanto ha criticato nel recente passato; e l’esempio più importante di questo atteggiamento è proprio la regola ritenuta fondamentale dalla vecchia nomenclatura politica: leggi demagogiche e “populistiche” solo poco prima di votare, per non far “dimenticare” agli elettori la grande “magnanimità” della maggioranza di governo, proprio come se gli Italiani fossero “scemi”.

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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