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I ricchi pagliacci del calcio

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Era lo sport più entusiasmante, il momento di aggregazione più bello dell’intera settimana, lo spettacolo per eccellenza.

Poi arrivarono i diritti televisivi, il calcio scommesse, il toto-nero, gli hooligans, gli ultras violenti, il campionato a spezzatino, gli intrallazzi delle società maggiori e quelli delle stesse federazioni, il covid svuota-stadi, e per finire anche la mastodontica stronzata della “super-lega” … così il calcio, molto velocemente, si è ammalato sempre più gravemente rischiando in questi ultimi giorni perfino la morte.

Quando la passione sportiva viene contaminata dal perfido virus del profitto, non ci sono vaccini che tengano, non esistono terapie o cure che possano salvare il malato; inevitabilmente il contagiato scivola lungo la tragica china che conduce alla morte, al disinteresse popolare, alla totale indifferenza dei supporter.

Ma i pagliacci che stanno dentro la “stanza dei bottoni” del mondo del calcio, ivi compresi i media con le loro nefande lotte per l’accaparramento delle esclusive nelle trasmissioni degli eventi e certi dirigenti-vampiri senza scrupoli accecati dalla “luce nera” del guadagno a ogni costo (tipico di quest’epoca di capitalismo spietato ormai preda delle “sfide” e delle “scommesse” nell’orgia della competitività senza limiti), hanno grufolato per anni dentro questo immane pantano, anche arricchendosi inizialmente, per poi finire spesso anche nelle cronache giudiziarie, nei fallimenti societari, nelle retrocessioni punitive o, quando è andata bene magari per le “coperture” fornite dagli amici degli amici o dalla stessa politica locale, nel cronicizzarsi dei bilanci in rosso.

Altro che covid-19, il più pericoloso agente patogeno per il calcio è il business economico che uccide dando inizialmente perfino l’illusione di divertire. E i ricchi pagliacci che ridono dietro le nostre spalle non si sono neanche resi conto di aver tirato troppo la corda che delimita il loro palcoscenico del circo calcistico, sono arrivati perfino a farsi corrompere (perché di questo si tratta, non nascondiamoci dietro il falso concetto di investimento) da una super-banca vogliosa dell’ennesima stupida “sfida” globale che avrebbe sovvertito le istituzioni federali per poi privare i tifosi di mezzo mondo delle vecchie sane competizioni sportive aperte a tutti trasformate in un ridicolo e ripetitivo scontro miliardario fra titani sempre in lotta per dimostrare, a loro stessi, chi è “il più ricco del reame“.

Ora che hanno capito, si sono tirati indietro ma hanno fatto una gran bella “FIGURA DI MERDA“, almeno per coloro che hanno ancora “Fede” nel gioco del calcio.

 

Autore dell'articolo: Sergio Figuccia

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